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Mozione Segre respinta dal Sindaco Di Stefano: no alle strumentalizzazioni

Ieri sera in consiglio comunale è stata bocciata la manifestazione di intenti presentata dal Movimento Cinque stelle, e accolta da tutta l’opposizione, che chiedeva la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre, ex deportata a 13 anni nel campo di sterminio di Auschwitz.
“Le motivazioni del Sindaco Roberto Di Stefano, per altro unico interlocutore poiché i banchi dei Consiglieri di maggioranza hanno taciuto all’unisono – commenta il gruppo consiliare PD Sesto -, sono che “Liliana Segre non ha a che fare con la storia della nostra città e darle la cittadinanza sarebbe svilente per lei perché è una strumentalizzazione politica” .
Dello stesso avviso anche la lista civica dei Giovani Sestesi: “L’atteggiamento della maggioranza, composta da forze che si professano civiche, le cui scelte quotidiane, però, rappresentano quanto di più vicino ai pensieri di centro-destra, denotano una miopia nel negare un tale riconoscimento nella città Medaglia d’Oro al Valore Militare della Resistenza. Come forza politica, esprimiamo la nostra indignazione dinnanzi a un gesto che il nostro Paese”.
Da parte sua, il primo cittadino Roberto Di Stefano ribadisce la sua solidarietà alla Segre per gli insulti ricevuti nelle settimane scorse sul web. “Ma – aggiunge – è inconcepibile che venga usata dall’opposizione per strumentalizzazioni puramente politiche: ecco perché abbiamo bocciato la mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria. Una proposta di questo tipo non può e non deve essere lanciata sul tavolo di discussione per motivi politico-emozionali, come provocazione, sminuendo il ruolo di Liliana Segre e svilendo il concetto stesso di cittadinanza onoraria”. E annuncia che il 10 dicembre parteciperà alla manifestazione organizzata da Anci a Milano per dimostrare vicinanza alla senatrice Segre. “Quel giorno – conclude Di Stefano – mi auguro di incontrare quanti oggi si stracciano le vesti ma che mai si sono visti in occasione delle giornate che abbiamo organizzato per la prima volta a Sesto per condannare ogni forma di totalitarismo, come per esempio la giornata del Ricordo”.
Ora: i sestesi, anche i più giovani, ben sanno che il legame che unisce Liliana Segre alla nostra città, Medaglia d’Oro alla Resistenza, è profondo come quello di tutti gli ex deportati. Segre è iscritta all’Aned associazione degli ex deportati attiva sul nostro territorio dagli anni 50 (una delle più grandi sezioni con quasi quattrocento iscritti, come ricorda Articolo Uno di Sesto). Aned, nella sua sede di via Giardini, ospita il più grande archivio esistente sulla deportazione nei campi nazisti e ogni anno con Ventimila Leghe, organizza un viaggio della memoria nei campi di sterminio al quale partecipa da sempre anche il Comune (con il suo labaro) insieme a molti istituti scolastici e cittadini. Di questo si parla: di memoria e di rispetto per la memoria.
Ma soprattutto, non dimentichiamolo mai, si parla di Resistenza e la Resistenza ha a che fare con la deportazione. E con il nazifascismo che deportò Liliana Segre e tantissimi sestesi ad Auschwitz. Chiedersi se la senatrice 
Liliana Segre abbia a che fare con la storia della nostra città equivale dunque a chiedersi se il sole scalda e la pioggia bagna.

 

 

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