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Nel libro di Cottarelli tanti spunti per riconoscere le fake news in campo economico

“Le bugie hanno le gambe corte ma corrono veloci”! Non solo. Nel loro incedere rapido diventano sempre più grandi, giganteggiando con tutta la loro spavalderia sulle bocche e negli sguardi compiaciuti di chi le racconta, nella pia illusione di saperne “una bella” da lasciare attonito l’amico credulone ignaro della cosa.
Quante volte ci è capitato di incappare in leggende metropolitane carenti di veridicità ma dotate di verosimiglianza, in racconti di vicinato che partivano da un aneddoto famigliare pieno di spunti di approfondimento ricamatorio e favolesco, e da famiglia a vicino diventava una fiction a puntate che finiva con una sorta di melodrammatica “no happy ending”! E pensare che da piccola mi minacciavano ammonendomi: “se dici le bugie ti si allunga il naso!”, e, avendo visto in televisione il “Pinocchio” di Luigi Comencini, il terrore si appropriava di me e mai e poi mai avrei mentito, “lo giuro!” pensavo, avendo già il naso non piccolo un’escrescenza proboscidale avrebbe fatto di me oggetto di scherno implacabile e di additamento condannevole: “tu hai detto bugia! Alla gogna!”.
Forse da questa paura la mia riluttanza alle menzogne, piccole o grandi, e la necessità di dire sempre il vero e quello che penso, con tutte le conseguenze del caso. Anche se ogni tanto qualche minimo “aggiustamento” l’abbiamo fatto tutti: necessario quieto vivere di sopravvivenza. Ma oggi stiamo “campando” nell’epoca della “bufala selvaggia”, che più grossa è meglio è perché ha più presa e cassa di risonanza, in un perverso e subdolo gioco a chi la “spara più forte”, a chi ne inventa di più e ben arzigogolate: “ho vinto io, tiè! era così bella che guarda lì quanti pecoroni che ci sono cascati!”.
Sì, noi, i pecoroni! Ma non siamo così cattivi, dai! Potremmo dire di soffrire di un disturbo cognitivo–comportamentale, ma, con una buona cura e sane pillole di conoscenza tangibilmente oggettiva, si può guarire da questa frattura tra “palco e realtà”. Abbiate fede! Nel suo libro dal titolo sagacemente gabbaniano “Pachidermi (e torniamo alla proboscide pinocchiesca!) e pappagalli” (che ripetono ticchiosamente senza cognitio causa!), Cottarelli ci offre un vademecum per la difesa dalle “grosse, grasse bufale italiane”, un prontuario con kit di soccorso dall’investimento di un tumultuoso fiume di notizie, che parleranno pure alla pancia ma fanno venire un gran mal di testa, seguito da confusione mentale, ansia e panico.
Un rimedio efficace è diffidare dai grandi urlatori, che strillano parole semplici ma sconnesse, adornate di parolacce, accuse implacabili, attacchi denigratori, perché la colpa è sempre di qualcun altro! con uso inappropriato dei dati effettivi per distorcere la realtà, facendo leva sul percepito quantunque non vero! In particolare si fa luce sulle fake news in campo economico: l’economia, questo mondo oscuro, pieno di termini oscuri, di cui poco conosciamo ma ne sentiamo i sintomi! Con parole chiare e facili esempi delucidatori ! Così viene ridimensionata la tanto odiata legge Fornero, che ha un senso se consideriamo l’aumento dell’aspettativa di vita unitamente al calo demografico, paventando una soluzione che non c’è nel libro ma ironicamente suggerita: “chi ha figli va in pensione prima!” e qui mi figuro il lancio del tomo!
Ma quota 100 non è una soluzione: se 10 vanno e 10 arrivano l’economia si suppone ronficchiare pigramente senza volersi alzare dal suo comodo giaciglio! Come spiegata necessaria “l’austerità” del governo Monti in un periodo di crisi acuta, con un alto debito pubblico, poca fiducia da parte degli investitori, alti tassi d’interesse da parte della Banca Centrale, riveduti e corretti da Draghi ma quasi un anno dopo!
Certamente l’equazione: riduzione rapporto Deficit-Pil = spendere di più, non funge, dall’alto delle sue tinte giallo-verdi! neppure in Portogallo ha funzionato! E ancora i fantomatici 50 miliardi di euro derivanti dalla corruzione, che poi sono diventati 60, che poi la Corte dei Conti ha dovuto ridimensionare per carenza di prove! E i 5 milioni di poveri assoluti, però 1 milione e mezzo è composto da stranieri, e dei restanti 3 milioni e mezzo di italiani solo 2 ha chiesto il reddito di cittadinanza: sa un po’ di lavoro Nero! E l’Europa e l’euro causa di tutti i mali? Non è stato tanto il cambio sbagliato ma l’eccessiva spesa pubblica e il rapido aumento dei prezzi, con conseguente calo delle esportazioni: abbiamo perso un’occasione, nostra culpa!
E chi più ne ha più ne metta, tanto la bufala è autoconsolatoria e rassicurante. Ma più subdola di tutte è quella dell’establishment, che fa apparire le cose sempre meglio di quello che sono, “win win situation”! con quella tinta di rosa da romanzo d’amore a lieto fine.
Ma poi c’è la realtà. Quella attuale di un governo che galleggia, ma deve stare attento alla prima tempesta per non affondare. Quella che per far bene e giustamente in virtù di soluzioni concrete ed efficaci un prezzo da pagare c’è, senza via di scampo. Ma almeno cerchiamo di scampare da quella sequela di stupidaggini che ci fanno stare in balia dell’ignoranza e di chi pensa primariamente: “prima e primo Io”!
Un conto è la percezione, un conto è il vero, ma reale è la difficoltà che stiamo vivendo. Per uscire dal tortuoso “labirinto” in cui siamo immersi, anche mediaticamente, dobbiamo sapere acculturarci per avere consapevolezza, valutare con obiettività e con coscienza scegliere a chi poter ridare la nostra fiducia. Almeno speriamo!
“La verità mi fa male” cantava Caterina Caselli: vi assicuro che a piccole dosi non è nociva!

Ombretta Di Pietro

Il libro di Carlo Cottarelli “Pachidermi e pappagalli”, Feltrinelli editore, è stato presentato a Milano giovedì 7 novembre presso la libreria Feltrinelli di Piazza Duomo, con la partecipazione di Marianna Aprile.

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