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‘Carissimi’, la famiglia al centro del nuovo libro di Letizia Muratori

Quante volte da bambini abbiamo avuto quell’irresistibile e quantomai inspiegabile istintiva attrazione per il buco della serratura? Guardarci dentro, premendoci l’iride contro, fintanto da farci rimanere il segno intorno all’occhio.
in quella breccia elliticamente “homoformica” che faceva filtrare un piccolo ma acceso rigagnolo di luce e spezzettati suoni ovattati.
Era come sbirciare in un mondo misterioso, scoprire i segreti degli altri, che scorgevamo solo a tratti, e, datasi proprio la scarsa visibilità, inventarci un racconto di ciò che forse non era ma avrebbe potuto anche essere…
Letizia Muratori ci richiama “giocosamente” a spiare con lei nella toppa della porta dell’abitazione di una famiglia strampalatamente complicata e più che mai allargata, in quel mondo tinto del rosa degli affetti più profondi ma venato dei cupi e accesi colori del contrasto, del disaccordo, delle omissioni.
Sino a quando non si spalancheranno i battenti e saremo invitati ad entrare e rivivere una vicenda dalle dinamiche così complesse ma così autenticamente vere, nelle quali non potremo far altro che riconoscerci.
“Carissimi”: quale espressione più accogliente potrebbe pronunciare mai una brava padrona di casa nel far accomodare i propri ospiti, scampanellanti sull’uscio? Ma “Carissimo” è anche l’inizio di una lettera, la forma di dialogo scritto più intima, introspettiva, famigliare, e questo è un romanzo “epistolare”!
La cui genesi risiede nel ricordo che l’autrice ha di vecchie foto dei primi del ‘900, regalate da un amico ebreo al padre come fonte di ispirazione per i suoi quadri: ritraevano una borghesia d’inizio secolo,ben integrata, che aveva dovuto successivamente sradicare le sue radici europee a seguito delle leggi raziali. Un irrefrenabile bisogno di approfondire la conoscenza di quella cultura sionista, che sottende la trama,senza essere “esclusivista”, di misurarsi con una laboriosa ricerca di qualcosa che non conosceva ma che le era entrata direttamente nelle vene, nei labirinti della memoria, stimolando il suo immaginario, partoriente personaggi di una veridicità sorprendente e in costante divenire. Ecco allora la protagonista Nurit, una giovane, allegra, scanzonata ragazza di 18 anni, che vive nell’odierna Torino, nata da un’inseminazione artificiale. Da qui lo spasmodico desiderio di rintracciare il padre biologico, Giorgio, ebreo, con cui avvia una densa corrispondenza, spinta dalla necessità e dalla curiosità di ritrovare le sue radici e colmare quelle lacune di una storia bucherellata di omissis, che fin da piccola i suoi genitori le avevano riferito.
Alla morte di Giorgo, Nurit, appassionata di cinema, decide di voler girare un documentario su di lui e sulla sua variegata ed articolata famiglia. Intraprendendo un viaggio che la porterà fisicamente da Torino a Israele, e virtualmente indietro nel tempo, fino alla seconda guerra mondiale, per rilanciarla nel presente con la soluzione di un enigma di cui mai nessuno le aveva parlato e dato spiegazione. In un incontro o scontro con persone più disponibili o più ritrose di fronte alle sue domande dirette, genuine, quasi impertinentemente ingenue. In un intreccio caotico, vorticoso e non sempre semplice di rapporti famigliari, in quel microcosmo che ci appartiene e contribuisce a comporre la nostra personalità!
Tra “conservatorismo”e modernità, tra ciò che è stato e ciò che è, che,  sia individualmente, sia socialmente che globalmente, ha le sue fondamenta in un pregresso da cui non si può prescindere. Con un linguaggio analitico, drammaturgico, cinematografico e correntemente “social”, per dissotterrare quel seme piantato nel passato, germogliato nel trascorso e fiorito nell’attuale di chi siamo diventati. E magari chiederci, con una punta di ironia: “Come sarebbe stato se?”, inventandoci un altro racconto, un’altra possibile vita, per fuggire un poco da una realtà più o meno rassicurante, rifugiandoci, per degli attimi,nella “tana” confortante della nostra fantasia, di cui noi siamo totalmente gli unici registi.

Ombretta di Pietro

Il nuovo libro di Letizia Muratori “Carissimi”, edito da “La nave di Teseo”, è stato presentato lunedì 30 settembre c/o la libreria Feltrinelli di Piazza Duomo, con la partecipazione di Elena Loewenthal, Marco Rossari e Andrée Ruth Shammah

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