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Sfida aperta tra i due Matteo

Analizzando bene i fatti è impensabile che da un sia pure rumoroso duello televisivo possa cadere il Governo di Conte bis. Oddio, potrebbero anche esserci delle piccole ammaccature da una parte e dall’altra ma scommettere addirittura sulla caduta del governo giallo/rosso M5S-PD sembra fin troppo esagerato. Calma e gesso dunque e divertiamoci pure serenamente. Certo, siamo di fronte a due caratteri forti: non saranno quindi tutte quisquilie ma neanche la fine del mondo.
Esagerata comunque, appare l’eccessiva preoccupazione del Presidente del Consiglio, anche perché a dichiarare finora la sua ostilità verso questo governo, è stato solo il truce capo leghista Matteo Salvini, mentre, l’altro Matteo, non avrebbe alcun vantaggio a buttare giù in questa fase un esecutivo che già di per sé barcolla. E poi, francamente, Conte che si dichiara un senza partito, quale interesse avrebbe a criticare l’uscita dal PD, sia pure a freddo, di Renzi?
Su questo versante, sarebbe più naturale dunque, assistere alle intemperanze del PD – si chiamino pure ripicche o risentimenti –, ma anche qui, a che pro? Non è forse vero che da qualche anno, la dirigenza e soprattutto la base più ortodossa del partito di Zingaretti ha osteggiato il suo ex segretario? E per quale motivo oggi, diventano invece, scalmanati e maldicenti verso chi, a dir poco, non hanno mai dimostrato un minimo apprezzamento?
Se ne va per la sua strada Matteo Renzi! Forse non incontrerà molta fortuna sul suo nuovo cammino, tanto meglio per chi resta incollato a una tradizione. Lui, però, ha ugualmente il diritto di pensare, che non sia più il PD la sua casa ideale. Nessuno in linea di principio, dovrebbe contestargli la facoltà di intraprendere un’altra strada!
E comunque, adesso il fiorentino si preparerà e riorganizzerà le sue truppe. Intanto ha superato il primo scoglio, formando i suoi gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, e conoscendo bene la vocazione renziana al duro lavoro organizzativo e di presenza, contemporaneamente da peones e da grande dirigente, si può stare con l’animo in pace e tra non molto, saprà raccogliere i frutti del lavoro, suo e dei suoi collaboratori.
Sfonderà al centro oppure raccoglierà quanti da tempo hanno maturato il suo stesso malumore nei confronti di una tradizione Novecentesca, che oggi fa acqua da tutte le parti. Ed è un bene che sia così, perché cari miei, il paese sta per affidare nelle mani delle destre tutto il potere a iniziare dai territori locali per finire con il governo nazionale. E non mettetevi a scherzare, perché lo scampolo di quello che sapranno fare, l’hanno già dimostrato negli ultimi quattordici mesi, quando hanno isolato l’Italia dal contesto internazionale, portando i conti pubblici a un livello che tocca a noi, ancora una volta, tentare di normalizzare.
Esiste oggi una forza capace di opporsi a queste destre? Sicuramente no! Potranno mai farlo quelle forze che ormai hanno soltanto la vocazione di occupare le sedie; che per nostra sfortuna hanno perso credibilità; che combattono ogni santo giorno tra di loro per occupare un posto o una prebenda; che usano i Sindaci, gli Assessori comunali e gli appalti degli enti pubblici, per la lotta di potere! Si vuole una prova di tutto ciò? La loro abdicazione a competere con le sole armi del convincimento per conquistare le Amministrazioni regionali e comunali di grandi e piccole città, tradizionalmente di sinistra che tra poco sicuramente passeranno, armi e bagagli, alle destre! A chi la ragione?

Mario Guerrisi 

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