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Medico di base in Cascina Gatti, ancora disservizi per i residenti

Ancora problemi e disservizi per i residenti di Cascina Gatti a Sesto San Giovanni sul medico di base. “Con l’apertura dell’ambulatorio in via Fratelli di Dio con i nuovi medici che sostituivano i medici Tomatis e Arrighi e il sostituto del dott.Pavan pensavamo quanto meno di aver trovato un minimo di stabilità per le migliaia di persone residenti nel quartiere”. Così Massimo Corraini, in rappresentanza dell’associazione Pasquale Sottocorno. “Purtroppo non è così e mentre il dott. Stucchi si è insediato coprendo in maniera stabile il pensionamento del dott. Tomatis, il dott. Laezza sostituto provvisorio del dott. Arrighi nel momento di diventare definitivo ha deciso di cambiare sede trasferendosi nella zona centrale di Sesto San Giovanni, e stessa sorte ci è è stata segnalata anche per il medico sostituto del dott. Pavan”.
Unica nota positiva? Dal 1 ottobre dovrebbe arrivare un nuovo medico presso l’ambulatorio di via Fratelli di Dio.
“Non riusciamo a comprendere tali decisioni, è vero che la convenzione tra stato e associazioni dei medici permette questo, ma esiste anche un problema deontologico nei confronti di una popolazione che ha fatica può spostarsi. Il paradosso è che stanno venendo a mancare dei servizi alla cittadinanza non per una mancanza di medici, ma per il rifiuto degli stessi a rimanere nel quartiere. Crediamo che fare il medico di famiglia significhi qualcosa di più, comprendiamo che ci possano essere delle difficoltà economiche o organizzative, e per questo ci siamo fatti in quattro, ma di fronte a comportamenti come questi non ci resta che alzare le braccia e prendere atto di come questa società abbia potuto permettere questo decadimento. Urge una revisione dell’accordo nazionale – conclude Corraini -, una presa di posizione della classe politica e dirigente nei confronti di una categoria che ha una buona parte che si sta dimostrando insensibile e avida nei confronti dei bisogni della gente, perché il prossimo accordo non tutela il diritto della popolazione ad avere il medico nel proprio quartiere, o di avere le visite domiciliari”.

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