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Osservatorio/ Una strana scissione

Se la scissione di Carlo Calenda ha una motivazione comprensibile quella di Matteo Renzi sembra a prima vista assolutamente inspiegabile.  Nel momento in cui rende possibile un governo coi Cinque Stelle convincendo tutto il Pd che pareva invece orientato, col suo segretario Nicola Zingaretti, ad elezioni anticipate, anzichë godersi la vittoria abbandona il partito che alla fine gli ha dato ragioneForse riusciremo in futuro a capire i motivi di questa strana scelta, al momento non ci resta che fare alcune considerazioni di carattere generale. Non v’é dubbio che il Pd sia un partito nato male e senza una precisa identità. E’ stato costruito sulla base di una semplice incollatura tra i “salvati” di tangentopoli:Ds e Margherita. Il primo proveniva dal Pci-Pds, e il secondo da una componente cattolica ed ex sinistra democristiana. Questa labile unione ha determinato un insieme di paradossi e si é configurata come una sorta di contratto dove ognuno ha messo qualcosa del suo: gli ex diessini le feste dell’Unità, tanto care ai militanti, i richiami a Berlinguer, l’iconografia della tradizione comunista, gli ex margheriti il richiamo a La Pira e Dossetti quando non a Fanfani e MoroSolo Veltroni ha tentato di superare tutto questo in nome di un fantomatico kennedysmo, di un rilancio fuori dal tempo , unico in un paese europeo, di una certa tradizione americana ormai ampiamente superata. Tutto questo non poteva durare e in fondo non é un male che non sia durato. Comunque è un dato di fatto che nella storia non esistono scissioni condivise. Anche dopo avere offerto le migliori rassicurazioni, le scissioni procedono sempre a base dipolemiche anche dure. Non sarebbero comprensibili altrimenti se non fossero motivate da dissensi profondi. Sarà così anche in questa circostanza? Non v’è dubbio che esiste un’esigenza di una diversa configurazione del centro sinistra come condizione irrinunciabile per ipotizzarlo potenzialmente vincente. Resta però in sospeso un chiarimento politico. In che cosa il nuovo partito di Calenda si differenzi dal Pd é chiaro. In che cosa si diversifichi quello di Renzi non è ancora chiaro. Lo vedremo. Resta una evidente considerazione. Il Pd, almeno com’era stato concepito, non esiste più.

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