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Renzi esce dal PD e sui media si scatena il putiferio …

Ad appena un minuto dall’annuncio dell’uscita di Matteo Renzi dal PD, ecco scatenarsi la gazzarra dei media. Giornali e tv in allarme per chissà quali sfaceli! In testa, manco a dirlo La7, la tv di Urbano Cairo. La serata inizia con “Otto e mezzo” diretta dalla solita Lilli Gruber che per l’occasione chi t’invita? Pier Luigi Bersani, già segretario del PD e fresco scissionista sia pure in odore di pentimento, pronto a fare la morale al fiorentino. Già, proprio questo uno dei problemi scatenanti che ha contribuito a far maturare la decisione di Renzi di abbandonare il suo ex partito. E sì, perché a casa, non ritornerebbe solo Bersani ma con lui, anche Massimo D’Alema, l’ex ragazzo terribile, che nella sua lunga carriera non ha risparmiato quasi nessun segretario, demolendoli uno dietro l’altro. E pronti a seguire Bersani e D’Alema sembrerebbero pronti a rientrare tutti i fuoriusciti di LeU, una bella compagnia dunque! Ecco dunque la decisione di Renzi di sbattere la porta per prendere un’altra strada.
Un gesto, quest’ultimo, che ha preoccupato perfino l’attuale Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che a dire il vero, non avrebbe proprio niente da temere, perché avvisato in tempo dallo stesso Renzi con la promessa che non avrebbe intaccato la fiducia al suo governo. Ma niente da fare, Conte avrebbe risposto che avrebbe dovuto essere avvisato prima! E già, proprio questo il problema: cosa centra il Presidente Conte con questa scissione? Forse non sa o non ricorda, che quest’ennesima scissione non è nata ieri bensì nel 2016, a seguito del risultato referendario indetto da Renzi per abolire il Senato…
Questa, a parere di molti, la vera causa che ha scatenato il rancore di Matteo Renzi verso i suoi compagni. Aver subito quell’affronto, con un mal celato contributo contrario del suo stesso partito, nei confronti della sua proposta di riforma costituzionale, non poteva passare senza colpo ferire. E infatti, così non è stato, perché l’ex segretario e Presidente del Consiglio di Firenze, strada facendo è stato letteralmente demolito nell’azione e nella persona. Da qui, la tremenda vendetta: “Non mi avete voluto e dunque, non mi meritate e ognuno per la sua strada”!
Torniamo però alla fiera della vanità, o meglio dei media. Dopo “Otto e mezzo”, ecco Giovanni Floris e “Di Martedì”: una non edificante carrellata di vaniloqui con in testa, Enrico Letta. Ricordate quel “Letta stai sereno” pronunciato da Renzi in persona, qualche ora prima di ricevere l’incarico di formare il suo governo? E chi sono gli invitati di Floris? Marco Travaglio, l’onnipresente Sallusti (Il Giornale), Marco Damilano (L’espresso), Pietro Senaldi (Libero), Concita De Gregorio e altri ancora. Tutti impegnati a dire ‘peste e corna’ dell’iniziativa di Renzi di creare la nuova formazione politica “Italia Viva”.
Trascorsa la nottata, ecco di primo mattino e sempre su La7, “Omnibus” con l’inossidabile Marco Damilano e meno male, questa volta, tra gli invitati, anche Roberto Giacchetti, già radicale e renziano di ferro.
Il seguito lo racconteremo con più calma!

Mario Guerrisi

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