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Dopo la fiducia il Conte bis si mette al lavoro

E’ la prima volta. E’ successo tutto a passo di corsa e senza il solito rituale di lunghe e defaticanti riunioni tra i partiti. Fatto sta, che dopo appena un mese scarso dall’apertura della crisi (8 agosto/10 settembre) gli italiani hanno un nuovo governo, votato da 343 Deputati e 169 Senatori. E non é stato tutto rose e fiori, anzi, s’è visto persino il ricorso alla piazza proprio il giorno della Fiducia, voluto da Lega e FdI che assieme hanno urlato in tutte le lingue di volere le elezioni, assecondati solo per quanto riguarda il voto anche da Forza Italia.
Il miracolo, se così potrà essere definito, l’ha realizzato l’inedita alleanza tra M5S e PD, che insieme hanno voluto introdurre grosse novità. Infatti, è la prima volta in assoluto, che in Italia per la formazione di un governo, ci si affida esclusivamente alla responsabilità del Presidente incaricato sia per la stesura del Programma sia per la scelta dei ministri che, anche qui la novità, è che sono appena ventuno, tredici con Portafoglio e otto senza, mentre per la funzione di sottosegretario del C.d.M. (M5S) è stato nominato l’onorevole Riccardo Fraccaro.
La novità di questo governo che sembra farsi avanti – e che nessuno ha potuto leggere da qualche parte – è rappresentata dall’inedita filosofia che regge il Governo Conte bis. Le robuste proposte programmatiche intanto, per espressa volontà dei due contraenti definite un programma omogeneo e non un contratto sia pure non meglio specificato, potrebbe sottintendere a un accordo politico strategico, che (forse) non sarebbe circoscritto alla sola alleanza di governo. In altri termini e in prospettiva, se l’accordo politico reggerà per l’intera legislatura, sarebbe destinato ad allargarsi ad altri ambiti, ad esempio, nei territori amministrativi di Comuni, aree metropolitane e Regioni. Il che, sottintenderebbe che nel M5S, se tutto filasse al meglio, stia per maturare ben altro impegno, rispetto a quello che s’è visto finora. Sono in molti che in questa volontà vedrebbero la trasformazione del M5S in un vero nuovo partito della sinistra moderata, riformista/ambientalista.
questo punto ci sarebbe da chiedersi se il PD abbia fatto bene a scegliere un’alleanza di questo tipo! Per dirla con Matteo Renzi la risposta sarebbe che piuttosto che far rafforzare per molti anni al governo nazionale la peggiore destra, “bene si è fatto a votare la fiducia al nuovo Governo e per chi avesse avuto un solo dubbio, l’alternativa sarebbe stata l’aumento dell’Iva, l’isolamento dell’Italia in Europa e nelle piazze, altissimo spread, opacità russe, saluti romani. Bloccare dunque i pieni poteri chiesti da Salvini è stato un preciso dovere civile della sinistra”.
E’ stato giusto oppure no agire in questo senso? Si vedrà. E come si dice: “Se sono fiori, fioriranno”! 

Mario Guerrisi

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