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Molteni (AmiAmoSesto): non abbiamo abbandonato la nave, è la nave ad aver cambiato rotta

Mario Molteni

Circa un mese dopo la presentazione della lista civica in consiglio comunale, seguita all’annuncio lo scorso 18 giugno da parte del Presidente di Sesto nel Cuore, Gianpaolo Caponi, del ritiro del simbolo dalla maggioranza, abbiamo intervistato il capogruppo consiliare di AmiAmoSesto, Mario Molteni.
Molteni, un mese fa ha ufficializzato in consiglio comunale la nascita della nuova lista civica AmiamoSesto, insieme a Marco Lanzoni e Emilio Carpani …
“É così. In aula consiliare ho riferito che, a fronte del  ritiro del simbolo di SNC da parte di Caponi dall’attuale maggioranza, ci siamo trovati davanti a un bivio: andare all’opposizione o continuare il lavoro in maggioranza. Abbiamo scelto questa seconda strada, proprio per il grande rispetto verso gli elettori che hanno creduto al nostro progetto civico.
Non potendo più fregiarci del marchio di SNC, scegliendo di restare in maggioranza abbiamo dato vita a questa nuova lista civica, AmiAmoSesto. Anche il nuovo consigliere Emilio Carpani, primo dei non eletti di SNC, subentrato in Consiglio dopo le dimissioni di Marco (Lanzoni, diventato assessore alle Nuove tecnologie, Servizi al cittadino e URP, ndr), ha scelto di restare in maggioranza per portare avanti il nostro lavoro.”
Quali i principi ispiratori di questa lista?
“Indubbiamente quelli alla base del nostro progetto civico, che sono poi un po’ la forza e i limiti di una lista civica. I limiti sono quelli di non avere dietro un apparato di partito che ci possa supportare nelle varie problematiche che si incontrano nel cammino in consiglio, nello studio delle delibere, ecc. L’aspetto positivo è invece l’estrema libertà: non abbiamo infatti una segreteria di partito che ci impone delle scelte politiche che possono stridere con il nostro pensare. In ogni caso, ribadisco, il nostro intento è quello di continuare a essere presenti sul territorio di continuare a avere questo eccellente rapporto con i cittadini. E siamo inoltre aperti al dialogo con chiunque perché la critica, se non è fine a se stessa, è sempre utile. Ecco, mi piace l’idea di perseguire obiettivi che non sono solo nostri. Con tutte le difficoltà che possono esserci, vogliamo continuare a lavorare, anche puntando i piedi per rivendicare il nostro essere.
Con Marco crediamo veramente in un discorso di bene comune e se siamo rimasti in maggioranza è proprio per questo”.
E anche per non disperdere il 24% dei consensi raggiunti al primo turno delle Amministrative 2017?
“Dobbiamo grande rispetto ai nostri elettori e, lo ribadisco, la scelta è proprio di non abbandonarli. Ma ci tengo anche a precisare che non siamo noi ad aver abbandonato la nave che affonda, ma che è stata la nave a cambiare rotta”.
Passiamo alla attualità politica. In questi giorni le pagine di tutti i giornali si stanno occupando della vicenda legata ai presunti rapporti Lega-Russia. A Sesto, l’opposizione, SNC inclusa, chiede le dimissioni dell’assessore alla sicurezza Claudio D’Amico, referente della associazione Lombardia-Russia, anche per le prolungate assenze di questi mesi: nell’ultimo anno è risultato assente 27 volte su 51 riunioni di giunta. Quale è la sua posizione in merito?
“In merito a questa domanda mi permetto una osservazione. L’operato dell’assessore D’Amico nell’ambito della giunta e della città di Sesto, è sotto l’occhio di tutti e di conseguenza ognuno può trarne le proprie conclusioni. Personalmente ritengo che lavori siano stati fatti, miglioramento della sicurezza, una particolare attenzione alla Polizia Locale, creazione del Nucleo di Protezione Civile Cittadino, per fare degli esempi.
Per quel che riguarda, invece, le attuali vicende legate ai rapporti che la Lega tiene con la Russia, non è mai stato fatto mistero che l’assessore D’Amico si occupasse all’interno del proprio partito di questo aspetto. Diverso sarà se la magistrature rileverà degli illeciti o delle colpe, ma fino ad allora non riteniamo giusto processare e condannare solo sulla base di quanto riportato dai media o sui social. Informazioni, tra l’altro, che fino ad oggi non riportano una iscrizione di D’Amico nel registro degli indagati. Poi se è intento di voler usare questa vicenda in modo strumentale o per acquisire visibilità, questo non fa parte del nostro modo di intendere il far politica. Potrà essere considerato ingenuo, ma almeno è onesto. I fatti provati ci permetteranno di esprimere considerazioni appropriate se verrà il momento”.

 

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