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L’economia reale e percepita al centro del libro di Basso e Pesole

Non è un paese in crescita. Stiamo assistendo, da un ventennio abbondante, ad una stagnazione dell’economia che sembra incancrenirsi nelle ossa dei cittadini e faticare ad uscire dalla melma fangosa che imputridisce ogni vaga speranza. E questo purtroppo è un dato oggettivo, senza catastrofismi di sorta o ottimismi sopra tono. Cadute vertiginose seguite da lievi risalite che neppure solleticano la pelle come una leggera piuma: perché quando il reddito medio non aumenta, quando il potere d’acquisto diminuisce, quando molte famiglie diventano monoreddito, vivendo al limite della soglia di povertà, quando si perde il lavoro,quando insomma “non gira”, la crescita dello 0,00 tot% equivale al nulla cosmico. Ma… quotidianamente siamo bombardati da dati resocontistici intanto di difficile fruizione (Pil, Spread, Deficit, Debito…) per il loro tecnicismo, e qualora fossero di più semplice intendimento, soffrono di una sindrome della parzialità che non dipana le nebbie della confusione dubitativa, lasciando sempre ampio spazio ad una percezione epidermica non rispondente alla realtà di fatto. E’ questo il limite colpevole della comunicazione odierna, rapida, veloce, massiva, omissiva, poco esaustiva e di approfondimento. E’ fondamentale che ai dati segua una logica e giusta lettura interpretativa, che li renda così non uno spartito per pochi eletti ma un’analisi consequenziale di ciò che è concretamente effettivo. La fruibilità e l’intendimento sono la conditio sine qua non quella classe di esperti tanto demonizzati, considerati un’élite distante di benpensanti, torni a conquistare la fiducia delle persone, combattendo il diffondersi di fake news e di strumentalizzazioni costantemente propagandistiche. Il crollo di consensi verso le istituzioni, verso una classe politica, quella di sinistra, considerata imborghesita e dalla parte dei poteri costituiti, carnefici responsabili del crollo sistemico (banche, imprenditori, magistratura…), è da attribuirsi in buona parte a questo gravissimo errore divulgativo e partecipativo, che ha creato un gap enorme tra governanti e substrato sociale. In questo modo assistiamo all’avanzamento sempre più netto di forze populiste di centro-destra  che di fatto non stanno puntando su un’autentica ripartenza economica, con più che valide soluzioni, per ottenere consensi, ma sul subdolo sfruttamento delle paure dominanti gli animi della gente. Se è vero che i governi “resistono” qualora trovino una manovra economica all’altezza, è pur vero che ultimamente in questo peccano parecchio e tutti, divenendo caduchi come le foglie di un albero autunnale, la specie dei “governi stagionali”! Sostanzialmente esistono un problema materiale, la redistribuzione del reddito, uno culturale, la felicità è un diritto naturale, uno morale, la non accettazione dell’iniquità della differenza di status, a cui corrispondono 3 possibili soluzioni: sfida alla disuguaglianza,una democrazia deliberativa, contrasto alla disinformazione. Questi ultimi due punti implicano in primo luogo uno sforzo di conoscenza e di comprensione ponderata da parte di un’opinione pubblica assetata di consapevolezza e autonomia di pensiero. In seconda battuta una competente “Narrazione Radicale”, forte nei contenuti, non compromissoria, leader di nuovi argomenti ed “in tempo reale”, da parte dei media e della stessa politica, che deve però essere anche “attendista”, sedimentativa, lungimirante. Puntare sull’arricchimento culturale, sul sapere cosciente e ragionato, è la prima vera crescita su cui investire per evitare l’erosione della democrazia da parte di quelle “piccole banalità del male”, di quell’esasperata autoctonia nazionalista, di quel linguaggio grezzo, che fanno leva su una rabbia viscerale imbarbarente e non sul pensiero pensante che può molto di più!

Ombretta Di Pietro

Il libro di Roberto Basso e Dino Pesole “L’economia percepita”, Donzelli Editore, è stato presentato c/o la libreria Feltrinelli di Piazza Duomo, Milano, mercoledì 3 luglio,con la partecipazione di Rosalba Reggio, Carlo Cottarelli, Giovanni Diamanti.

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