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Giacomo, medico della Proactiva Open-Arms, assiste il piccolo Sam (foto Olmo Calvi, dicembre 2019)

Roberto Saviano incontra i lettori e parla del suo libro ‘In mare non esistono taxi’

Mare Nostrum. Sembra l’inizio di una preghiera, rivolta al grande Poseidone Dio affinché plachi il gioco periglioso del bizzarro mare e conduca le Anime ‘migranti’ verso quel lembo di terra, che è rifugio e vita. E hanno sete, il deserto e il sole bruciante ardono le loro secche gole. E hanno fame, quella che ti aggroviglia le bramose viscere. Fame e sete che paradossalmente nutrono la Speranza di giustizia, di libertà, di dignità, di felicità, che nasce dalle lacerazioni del corpo e dell’animo.
“L’uomo per eccellenza è colui che spera” (Filone Alessandrino) e si muove, agisce in nome di ciò che potrà essere: cosa che noi non riusciamo più a fare, e così le “invidiamo”, le demonizziamo, considerandole “estranei”. Nemici…
Giunge però l’onda punitiva che rovescia il gommone e centinaia di corpi l’acqua inghiotte e il fondale custodisce. Fino a quando un giorno qualcuno li troverà, assurgendo ad emblema di una “guerra” mistificata.
Ma arriva anche chi allunga la mano dell’aiuto, sopperendo alle volute carenze interventistiche di stati miopi ed oltrepassando i valichi di leggi coercitive: le Ong, una sigla “criptica”, meglio chiamare, queste navi della salvezza, volgarmente “taxi del mare”, che qualcuno farnetica far girare il tassametro del guadagno, diventando i nostri nemici numero 2! E in questo conflitto immaginiamo un’invasione massiccia di esseri che hanno il solo diritto di fuggire dalle persecuzioni, dalle torture, dalla miseria, dall’inedia, attraversando sabbie infuocate, soggiornando in campi-lager di prigionia, imbarcandosi per crociere gommonate.

Deserto del Sahara (foto Giulio Piscitelli, 2014)

Ma non quello di essere accolti! Una percezione confutata dai dati statistici (meno sbarchi ma più morti in mare!), ben fomentata da governanti propagandisti che fanno leva su paure ancestrali, alimentate da una congiuntura estremamente negativa, per celare la loro incapacità di trovare valide soluzioni nel risollevare il paese da una crisi profonda. Troppo facile scappare dalle proprie responsabilità attribuendo le colpe del proprio malessere ad altri!
L’Italia, l’Europa e l’intero globo comincino allora a maturare la consapevolezza di un’unione d’intenti per far fronte all’inarrestabile spostamento di un intero continente…Guardo le innumerevoli foto contenute nel libro, volti, occhi, mani, corpi, bambini. Sono la visione del mondo, la realtà fattuale di ciò che sta accadendo, che richiedono adeguato tempo di osservazione in una attualità bombardata da migliaia di immagini al secondo,che scorrono senza lasciare traccia nella memoria e nell’animo.
Sforzo conseguente: l’approfondimento conoscitivo, che conduce alla dimensione della giusta verità, essa stessa necessitante di quell’appropriato lasso di tempo per l’assorbimento metabolitico. Abbiamo così la Testimonianza effettiva (Testis=prova; Monium=dovere) che può vincere su ogni retorica buonista o demonizzante che sia.
E allora noi popolo di migranti per eccellenza, figli di due guerre, non chiudiamo le frontiere del sapere, abbattiamo il muro dell’ignoranza, facciamo un coraggioso sforzo di crescita! Basta farci “parlare alla pancia”!
Usiamo la mente per arrivare al cuore. ”Ha una solitudine lo spazio…il mare…la morte…” ma ”son folla in confronto” a ”un’anima al cospetto di se stessa” (da un componimento di Emily Dickinson).
Se non saremo un dì perseguiti per crimini contro l’umanità, con la nostra coscienza dovremo far di conto… 

Ombretta Di Pietro

Roberto Saviano ha incontrato gli innumerevoli lettori lunedì 1 luglio a Milano, presso Forma Meravigli, di via Meravigli 5. Il libro “In mare non esistono taxi” è corredato da numerose immagini di importanti fotoreporter, tra i quali Paolo Pellegrin, Giulio Piscitelli, Olmo Calvo e Carlos Spottorno.

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