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Osservatorio/ Garantisti si diventa

Non c’è che dire. E’ divertente la nuova posizione garantista del vicepremier Matteo Salvini come quando con molta seriertà ha affermato in merito al caso Siri che non basta un avviso di garanzia per condannare una persona.
Montanelli diceva che l’italiano è un popolo di contemporanei, non ha memoria. E solo un popolo senza memoria può dimenticare quando i deputati della Lega sventolavano il cappio in parlamento e chiedevano le dimissioni a tutti gli indagati.
E’ bene anche non dimenticare la gazzarra con tanto di sputi e monetine lanciate a Roma contro Craxi organizzata da esponenti exPCI e exMSI che nel corso della cosiddetta seconda repubblica non hanno certo brillato per onestà.
E per finire ricordiamo la tangente Enimont che assommava esattamente alla stessa cifra dei soldi indebitamente spesi dalla Lega e che Salvini potrà riconsegnare in 80 anni facilitazione questa che non viene concessa a nessun normale cittadino indebitato. Due le differenze. Quella maxi tangente serviva a finanziare quasi tutti i partiti mentre i 49 milioni di euro (quasi cento miliardi delle vecchie lire) hanno finanziato un solo partito: la Lega. Quei partiti vennero messi al bando dall’elettorato. Oggi invece lo stesso elettorato raddoppia i voti del Carroccio. E poi mi vengono a dire che alla “società civile” interessa la questione morale!

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