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Sesto, approvato il bilancio di previsione. Critiche dal PD Sesto

Nella seduta di ieri, 28 Marzo, il Consiglio Comunale ha approvato il Bilancio di Previsione. In Aula la discussione è durata per 3 sedute durante le quali sono stati presentati e discussi il Documento Unico di Programmazione, gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati dai gruppi consiliari.

“Il risultato raggiunto in aula conclude un lungo lavoro – commenta Nicoletta Pini, assessore al bilancio – e porta a un documento che finalmente ci fa svoltare rispetto al passato, sanando l’eredità finanziaria negativa che ci ha lasciato l’amministrazione precedente come certificato dalla Corte dei Conti. Ora guardiamo al futuro con più fiducia nonostante scelte complicate e difficili, necessarie per salvaguardare i conti ed evitare il dissesto dell’ente. Abbiamo lavorato sull’efficienza della struttura comunale, senza chiusure di servizi ai cittadini.

Cala di 2,5 milioni di euro l’indebitamento complessivo del Comune, diminuiscono le spese correnti e cala sensibilmente la quota di debiti verso i fornitori da saldare (da 14 a 5 milioni). Oltre a importanti risparmi ci sono anche rilevanti investimenti: nel bilancio di previsione sono inseriti anche il primo lotto del Peba e l’aumento degli stanziamenti, rispetto al passato, per la manutenzione di strade, marciapiedi e verde pubblico. Con l’imposta di soggiorno verranno riqualificati i giardini di via Picardi e migliorato l’arredo urbano. Investiremo inoltre nella struttura informatica dell’ente, ferma da anni”.

Dall’opposizione non vengono però risparmiate le critiche. Per il PD questo secondo bilancio dell’amministrazione Di Stefano, avrà infatti delle ricadute pesantissime su tutti i cittadini, in particolare sulle persone meno abbienti e i commercianti. “Il Sindaco decide di aumentare le tasse – sottolineano la capogruppo consiliare Roberta Perego e il segretario cittadino Nicola Lombardo – con l’aliquota Irpef che scatta al massimo e l’abbassamento della soglia di esenzione; in rialzo anche la tariffa della mensa, con aumenti fino al 90% per le fasce ISEE più basse; salgono pure la Tosap, la tassa sulla pubblicità, la tassa di soggiorno e la Tari (la tassa sui rifiuti) aumento, quest’ultimo, che toccherà tutti quanti. Un aumento della pressione fiscale che avrà ricadute pesantissime sui contesti più critici in città e sul commercio di vicinato, che invece di ricevere uno stimolo positivo da parte dell’amministrazione verrà ostacolato. Il Partito Democratico per cercare di risolvere qualche nodo più critico ha proposto 2 ordini del giorno – concludono Perego e Lombardo – : uno che proponeva di inserire clausole sociali a tutela dei lavoratori nelle future gare di appalto per i servizi, rigettato; ed il secondo, che proponeva di abbassare le tasse ai commercianti a partire dal 2020. Roberto Di Stefano ha rigettato anche quest’ultimo dicendosi d’accordo ma disposto ad accettarlo solamente se il PD avesse dichiarato che la colpa degli aumenti delle tasse era sua. Questo è Roberto Di Stefano: un Sindaco a cui non importa della città (dove tra l’altro NON vive) e che aumenta per scelta tutta la fiscalità, per poi cercare rifugio dando le colpe all’opposizione. Un Sindaco debole perché incapace di assumersi le proprie responsabilità politiche, sempre alla ricerca di capri espiatori e foglie di fico”.
Sulla stessa linea anche Articolo UNO MDP per il quale “il tanto vantato “nuovo modello Sesto” di cui si pavoneggia il Sindaco altro non è che l’impoverimento dei cittadini, l’aumento dei costi per le categorie che parte della sua maggioranza pretende di rappresentare, la diminuzione e le maggiori difficoltà di accesso ai servizi. Il tutto ancora senza una risposta alle importanti questioni sul tappeto e senza un’idea di futuro per il nostro territorio, in assenza di un piano credibile sul tema dell’emergenza abitativa, senza risposte sul futuro delle aree Falck, senza una visione metropolitana, anzi in linea con il governo della Regione in continuo contrasto, tutto ideologico, con Milano. Sesto, i sestesi e le sestesi, le famiglie, chi qui lavora e fa impresa non meritano di essere così mal governati, ancora una volta chiediamo le dimissioni dell’Assessora al bilancio la cui unica abilità è quella di affondare le mani nelle tasche dei sestesi”.

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