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‘La mia seconda volta’, le impressioni di una studentessa del De Nicola

Aurora Ruffino in una scena del film

Lunedì 18 marzo all’Uci Cinemas Bicocca è stato proiettato il film “La mia seconda volta” di Simone Riccione, presente in sala insieme all’attrice Aurora Ruffino (Bianca De Medici) e agli altri attori del cast: Ludovica Bizzaglia, Federico Russo, Daniela Poggi, Ettore Belmondo, Mariachiara Di Mitri.
Il film, ispirato ad una storia vera, è stato proiettato in contemporanea in due sale stracolme e c’erano tra gli altri anche gli studenti dell’istituto De Nicola. Una mia ex studentessa, Bruna Vozza, ha stilato il seguente giudizio, indice di una maturazione davvero sorprendente che vorrei segnalare all’attenzione del vostro giornale.

Pippo Emmolo

 

Il film è  godibile e intrattiene lo spettatore senza cali di tensione. Rivolto ad un pubblico di giovani e, forse alla famiglia di adulti, educatori compresi, che li circonda, è un film cosiddetto educativo.
Un monito contro le sostanze stupefacenti assunte anche occasionalmente per gioco o sfida o per ottenere consenso, come capita a Giorgia, la giovane protagonista del film, figlia e studentessa modello. Eppure la trama appare a tratti poco robusta e verosimile. I fatti si susseguono secondo una sequenza di incastri poco probabili, che hanno fretta di arrivare alla fine, lasciando lo spettatore non pienamente appagato dalla sola dimostrazione della tesi del film: attenzione a ciò che ingoiate, potrebbe non esserci la vostra seconda volta!
Suggestivo e poetico il set dell'”anticamera dell’aldilà”, con luci, suoni, luccichii e riflessi che ci trasportano in un luogo onirico e magico, come il palco di un teatro, fil rouge del film, dove lo spettatore resta sospeso assieme a Giorgia. Avrei evitato invece l’allusione classica a Caronte, il mitico traghettatore di anime, che toglie forza all’originalità delle immagini.
Finale con lacrima che ci ricorda l’altra metà della vita: la morte, presente sin dall’inizio della narrazione con la figura della madre. Per concludere: film che presenta spunti di interesse, metafore e simboli da approfondire in classe. Buona la recitazione dei 3 ragazzi, solo abbozzati i personaggi dal punto di vista del profilo interiore/psicologico a beneficio dello scopo didascalico del film. Ma forse è proprio questa l’intenzione del regista!”

Bruna Vozza

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