Pierluigi Sangalli e sua figlia Elisabetta illustrano ai bambini l'evoluzione grafica di Popeye

Un successo il laboratorio di fumetto con Sangalli, disegnatore di Braccio di ferro

“Sapete come chiamavano Braccio di ferro negli Stati Uniti? Popeye. E sapete perché? Perché era ‘guercio’, vedeva poco da un occhio. Da qui Popeye, occhio esploso”. Con la semplicità dei grandi, Pierluigi Sangalli, classe 1938, disegnatore dal 1958 presso le edizioni “Il Ponte”, sabato 16 marzo ha saputo catturare l’attenzione di un nutrito gruppo di bambini, allontanandoli per un paio di ore dal richiamo elettronico di telefonini e videogiochi.
Inserito nella rassegna comunale “Segni 2019. Disegni, immagini, emozioni”, il laboratorio di fumetto proposto presso la Biblioteca dei Ragazzi di piazza Oldrini ha permesso ai piccoli partecipanti, tra gli 8 e i 13 anni, di ascoltare dalla voce del disegnatore italiano delle vignette di Braccio di ferro, i mutamenti di cui il celebre marinaio mangia-spinaci, è stato protagonista in oltre novanta anni di vita, tra copertine americane e europee, come quelle realizzate da Sangalli dal 1963 per la Grafica Editoriale Metro, la casa editrice fondata da Renato Bianconi.
Tratteggiando con pochi gesti sicuri il viso di Braccio di ferro, con l’immancabile pipa tra le labbra, Sangalli ha conquistato i piccoli partecipanti invitandoli a riprodurre i personaggi legati al mondo di Popeye: dalla esile ma risoluta Olivia a Bruto, barbuto nemico-amico del protagonista, dal tenero Pisellino a Trinchetto. E tra i piccoli partecipanti molti sono quelli che hanno rivelato un tratto preciso e una mano felice. Ma tutti, e questo è ciò che più conta, hanno avuto modo di confrontarsi con una passione vera, quella di Sangalli per il disegno. Una passione che ha saputo cavalcare e sfidare gli anni, accendendo di ispirazione una vita.

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