Home » Politica » Riceviamo e pubblichiamo » Donna e 8 marzo. La riflessione del lettore Giovanni Giudice

Donna e 8 marzo. La riflessione del lettore Giovanni Giudice

Riceviamo dal nostro lettore, Giovanni Giudice, una interessante riflessione sull’universo femminile. La condividiamo con i lettori di specchiosesto.it

La donna tesoro insostituibile dell’umanità e grande genio incompreso dall’uomo

“L’otto marzo è stata la ‘festa delle donne’. La meritano sicuramente ma non solo in questo giorno. Ogni giorno deve rappresentare una pagina del libro della nostra esistenza, scritto a 4 mani e a due cuori. Molti forse non sanno perché è stato scelto proprio questo giorno per festeggiare colei che ci ha generato. In realtà non è una festa, ma una triste ricorrenza, un terribile episodio accaduto negli Stati Uniti durante una dimostrazione delle femministe. L’otto marzo del 1908 morirono durante un improvviso incendio, in una azienda tessile di New York, 129 operaie riunitesi in sciopero all’interno dell’edificio.
La convinzione che la donna dovesse essere assoggettata all’uomo è appartenuta quasi a tutti i popoli dell’antichità e per questo la storia del movimento femminista ha radici lontane nel tempo. Già nell’Antica Roma, quando nel 200 a.C, si propose di abrogare la legge che vietava alle donne di possedere più di mezza oncia d’oro, di portare vestiti multicolori e di passeggiare in carrozza.
La situazione della donna non cambiò neanche nel Medioevo quando, addirittura, si dice che alcuni “intellettuali” si avventuravano in estenuanti discussioni accademiche per risolvere un problema che oggi ci farebbe sorridere o inorridire: la donna era dotata di un’anima (come l’uomo) oppure ne era priva? Da allora sono stati fatti passi importanti, in Italia si è dovuto attendere fino al 1947, anno in cui la Costituzione Italiana nell’art.3 ha riconosciuto alla donna, davanti alla legge, pari dignità politica, economica e sociale.
Ora in Italia, nonostante tutti questi meritati riconoscimenti istituzionali, in realtà nella pratica assistiamo ancora a tutti i livelli ad una discriminazione vergognosa. Così, come Massimo D’Azeglio nel 1861 dopo l’unità d’ Italia disse “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”, allora parimenti siamo costretti a dire che “Fatta per legge la Parità dei sessi, bisogna instillarla nei cuori degli italiani”.
Come si fa? Semplice, con una piccola riforma istituzionale nei programmi ministeriali. Bisogna insegnare bene alle elementari come alle scuole superiori, il significato di parità di sesso, raccontando la verità senza omettere nulla, senza filtri, neppure i passaggi più bui del nostro passato, così come è stato fatto per l’olocausto. La donna ha assolutamente gli stessi diritti dell’uomo. Dolorosi sono stati i tempi in cui la donna era un oggetto di proprietà dell’uomo, funzionale solo alla riproduzione, a lavorare nei campi, ad accudire la casa, ad assistere ed educare i figli, a servire il marito padrone subendo talvolta tradimenti e violenze. Questo ed altro devono capire i ragazzi, devono fare propria l’idea che non è più ammissibile continuare a considerare la donna un oggetto sessuale “usa e getta”. I genitori in tutto ciò, hanno un ruolo fondamentale, in qualità di promotori e garanti della pari dignità, devono essere entrambi controllori rigorosi.
Così in futuro questi ragazzi forse riusciranno ad essere uomini migliori, comprensivi, saggi e soprattutto rispettosi delle donne e del loro valore. Allora potremo veramente essere orgogliosi di vivere in una nazione civile e democratica”.

Giovanni Giudice

 

 

Circa specchiosesto

Controlla Anche

Riflessione sulla frenesia dei nostri giorni. Con le ispirate parole di Mario de Andrade

Ci scrive il nostro lettore, Giovanni Giudice, per condividere con noi e i nostri lettori, …

Lascia un commento