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Nidi, Pizzochera: la nostra idea è seguire l’esempio di Modena

L’assessore Pizzochera

“La città ha bisogno di ripensare le politiche sociali e sostenere il fiore all’occhiello delle politiche educative, i nostri nidi. Per questo guardiamo con interesse allo sviluppo di una fondazione di partecipazione”. Dopo le polemiche per la comparsa in città di alcuni manifesti abusivi contro i rischi di esternalizzazione dei nidi, l’assessore all’Educazione del Comune di Sesto Roberta Pizzochera entra nel vivo del progetto legato ai servizi educativi del Comune e ribadisce che l’ipotesi di esternalizzazione non è stata presa in considerazione. “Si è invece deciso di intraprendere un percorso simile a quello portato avanti dalla città di Modena nel 2012 – sostiene Pizzochera -. Il modello dei nidi di Sesto verrà mantenuto e sviluppato su 7 nidi e su futuri nidi che la città potrà acquisire nello sviluppo delle aree Falck. Sette nidi gestiti dal settore educativo del comune, due attraverso fondazione e cinque con le educatrici ad oggi in organico stabile. Azione pressoché impossibile in esternalizzazione con appalto di servizio dove il gestore si attiene solo al capitolato di gara. La fondazione di partecipazione 100% comunale, diversa dalla fondazione privata consente tale azione aiutando la città anche per altri servizi nei prossimi anni”.
L’amministrazione dunque non acquisterà servizi esterni ma, come la città di Modena fece nel 2012, pensa di dare vita ad una fondazione di partecipazione al 100% controllata dal comune. In questo modo il comune controlla il servizio attraverso la fondazione, seguendo un modello che è diventato un esempio positivo di gestione a livello nazionale. Già la città di Reggio Emilia lo intraprese e la città di Modena lo ha portato avanti con risultati ottimi.
Pizzochera torna infine sulle sfide delle politiche socio educative del Comune. “Sono due e grandi – ricorda l’assessore all’Educazione -: educatori nelle scuole accanto ai disabili (supporti H) e lo 0-3 di cui lo Stato non si occupa. La strada intrapresa dovrà rispondere a questi bisogni in modo esemplare. I prossimi giorni e la modalità con cui verrà redatto lo statuto, saranno decisivi per lo sviluppo armonico delle politiche socio educative. Per questo mi auspico una collaborazione da parte di tutti coloro che hanno a cuore le politiche legate all’età evolutiva”.

 

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