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Disavanzo, in scadenza termine di 90 giorni per piano di rientro. Opposizione all’attacco

Scadrà tra due settimane il termine dei 90 giorni entro i quali l’Amministrazione Comunale di Sesto San Giovanni dovrà presentare alla Corte dei Conti un piano di rientro dal disavanzo tecnico, dopo che la stessa Corte dei Conti aveva bocciato la proposta formulata dall’Amministrazione a giugno. Era il 30 ottobre 2018 quando in Consiglio Comunale veniva votato lo stato di predissesto. “Quella sera in aula non solo è stata bocciata una proposta alternativa che avrebbe evitato il predissesto, ma all’opposizione, che esprimeva profonda contrarietà a votarlo senza conoscere le implicazioni che avrebbe avuto sulla città, la Giunta e i Consiglieri di Maggioranza rispondevano che nei 90 giorni successivi ci sarebbero state occasioni di confronto e di costruzione di una proposta condivisa”, vanno all’attacco i capogruppo consiliari Roberta Perego (PD), Vincenzo Di Cristo (M5S), Stefania Di Pietro (Sesto al primo posto) e Alessandro Piano (Lista Popolare per Sesto). “I 90 giorni sono quasi al termine: apprendiamo che si intende convocare il Consiglio Comunale il 24 gennaio e la Commissione tecnica per illustrare il piano di rientro è prevista per mercoledì. Noi Consiglieri di opposizione non solo non siamo stati minimamente coinvolti in un confronto promesso ma mai messo in atto, ma non abbiamo a oggi ancora ricevuto alcuna documentazione: crediamo che questa sia una profonda mancanza di rispetto oltre che per il lavoro dei Consiglieri, anche e soprattutto per tutti i cittadini sestesi. Ovviamente – aggiungono i consiglieri di opposizione – non possiamo pensare che la Giunta non abbia ancora confezionato una proposta dettagliata, dal momento che già a novembre il Sindaco affermava sulla stampa che ne aveva pronte addirittura quattro su cui si stava confrontando con la Corte dei Conti; crediamo che, ancora una volta, non si vogliano mettere i Consiglieri nelle condizioni di lavorare, permettendo loro di approfondire questioni delicatissime come probabili aumenti delle aliquote e delle tariffe, tagli dei servizi, alienazioni. Riteniamo che si tratti di un atteggiamento fortemente antidemocratico, ma purtroppo è sotto gli occhi di tutti che la democrazia, a Sesto San Giovanni, di questi tempi non goda di buona salute”.

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