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La lettera: che emozione la versione del ‘Canto di Natale’ a Cascina Novella

Il nostro lettore, Pippo Emmolo, ci scrive per condividere con i nostri lettori le emozioni della festa di Natale presso la Comunità riabilitativa “Cascina  Novella”, in viale Marelli a Sesto San Giovanni.

Lunedì 17 dicembre presso la Comunità riabilitativa “Cascina  Novella” del Dipartimento salute mentale di Sesto San Giovanni si è svolta una bellissima festa in occasione del Santo Natale. La festa ha visto la partecipazione creativa degli ospiti della struttura che hanno accolto le loro famiglie insieme con gli operatori, gli OS, tutto il personale addetto, compresa l’equipe medica alla presenza del direttore dott. Zanello.
Quella di coinvolgere le famiglie è sempre un’idea felice perché in un contesto comunitario riabiliativo il legame affettivo della famiglia può rivelarsi sorprendentemente positivo. La festa è iniziata con un ricco buffet con salatini di ogni genere e dolci a seguire, tutto rigorosamente “bagnato” da bibite analcoliche. Naturalmente si è subito creato un clima di festa dove tutti si presentavano e si scambiavano gli auguri, complici le leccornìe di cui qualcuno ha potuto fare il bis e il tris. Onore a chi dietro le quinte ha preparato quel ben di Dio. Io ho potuto conoscere S., 55 anni di Foggia, due figli, approdato di recente a Cascina Novella; V.,  che cammina e si muove  ininterrottamente con un foglio in mano [scoprirò poi che stava ripassando la sua parte!], di 26 anni, diplomata all’alberghiero Vespucci: un bellissimo volto. A metà della festa ecco iniziare uno spettacolino: due giorni solo per prepararlo ma che portento! Con pochissima scenografia (un tavolo e due sedie), quattro abiti e un paio di parrucche è stata messa in scena Canto di Natale, un breve racconto del grande scrittore inglese Charles Dickens, storia dell’avaro e misantropo Ebenezer Scrooge e del vecchio socio Marley, che dopo morte  fa visita all’amico,  annunciandogli la visita di altri tre spiriti. Gli attori coinvolti, cinque ospiti in tutto, più due operatori con un paio di addetti alle musiche hanno fatto vibrare le corde degli spettatori, dando vita ad un teatro che tanto sembrava improvvisato quanto verace sincero e appassionato. Nessuna goliardia, una recitazione composta, con pochi movimenti ma espressivi.
Ciò che è stato sorprendente è il cambiamento degli ospiti nella recitazione: una determinazione, un’espressività in scena che davvero dovrebbe fa pensare seriamente il teatro come uno strumento con proprietà  terapeutiche significative. Non solo per i pazienti coinvolti nella recitazione ma anche per quelli che assistono al teatro. Sicuramente a Cascina Novella come in altre strutture si svolgono laboratori e attività importanti per la riabilitazione dei giovani sestesi e no ospiti, grazie all’ausilio dei CPS, di psicologi e psicoterapeuti, poiché il recupero richiede percorsi personalizzati. Il teatro è certamente la prima  delle arti con valenza catartica consolidata, risalente non per niente ancora  all’antica Grecia. Ma ce ne sono anche altre davvero efficaci ad es. la danza-terapia e il canto. Unicuique suum dicevano i latini: ad ognuno la sua arte liberatoria. Tuttavia l’arte in assoluto più miracolosa ma anche più rara è il prendersi cura delle persone in tutti modi e con tutte le risorse possibili. Quelli di Cascina Novella ce la mettono tutta.

Pippo Emmolo

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