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Caponi (Sesto nel Cuore): approvata delibera bavaglio

È stata approvata ieri sera in consiglio comunale la delibera che modifica il regolamento delle consulte cittadine. Una delibera, quella voluta dalla giunta DiStefano, che per Sesto nel Cuore uccide l’autonomia delle associazioni.
“Da oggi le Associazioni avranno una voce in meno e i loro organi decisionali saranno occupati dai partiti – dichiara il presidente di SNC, Gianpaolo Caponi -; l’assessore Pizzocchera ha provato a giustificare la delibera rimescolando le carte secondo la propria convenienza.
So bene che le Associazioni non devono e non vogliono entrare nella diatriba politica, ma per rispetto verso questo mondo e visto che sono i destinatari della stessa delibera, questo imporrebbe a tutti, Associazioni o meno, di prendere una posizione fuori da ogni ambiguità!
Con coraggio e senza timori! In questo momento storico con una crisi finanziaria che si trascina da tempo drenando risorse economiche alle realtà locali, diventa più che mai fondamentale per le Associazioni, per il Volontariato e per il Terzo Settore poter contare su politiche idonee a creare rete e sinergie che possono nascere solo lasciando a questi attori la libertà di essere rappresentati democraticamente per far sentire i propri bisogni o necessità!
Senza alcun bavaglio o imposizioni dall’alto, tanto più da chi dovrebbe essere capace di porsi in ascolto; le diversità sono una opportunità, in particolar modo per chi ambisce a essere amministratore della cosa pubblica.
Ieri si è consumata una pagina buia per la nostra città – chiosa Caponi – che traccia un solco profondo tra città reale e il palazzo comunale. La Giunta compie gli stessi errori di autoreferenzialità che hanno travolto la vecchia amministrazione di sinistra, e non si ferma nemmeno di fronte a evidenti errori.
Chi ci rimetterà oltre alle Associazioni saranno le persone più deboli e fragili che possono contare, in assenza di una amministrazione latitante sulla erogazione dei servizi, solo sul volontariato e sul principio di sussidiarietà! Chi in modo miope o tendenzioso ha sostenuto questa scelta non merita di sedere in un ruolo di responsabilità che dovrebbe essere a tutela di tutti e non al servizio di strategie politiche che mirano ad indebolire il tessuto sociale della città”.

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