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Una carta elettronica dello Stato per aumentare il potere d’acquisto: la proposta dell’imprenditore Rizzo

Arriva da un imprenditore e porta il suo nome: progetto EuroPlus di Giuseppe Rizzo. Una idea, quella che ci viene comunicata dal nostro lettore Giovanni Giudice, per condividerla con i lettori.
Riceviamo e pubblichiamo
“Il matematico Archimede diceva: datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo! L’imprenditore Giuseppe Rizzo dice: Applicate il metodo Rizzo Europlus e il vostro potere di acquisto aumenterà del 40 per cento!
Sembra un gioco di parole ma se avete la pazienza di leggere fino in fondo, vi accorgerete che si tratta d’un progetto macroeconomico per lo sviluppo e la ripresa dell’economia del Paese (già allo studio del Ministero dell’Economia e delle Finanze MEF). Detto progetto è migliorativo, meno farraginoso e più efficace nel creare maggiore equità, benessere sociale ed economico a favore dei cittadini e delle aziende.     Non ho potuto  esimermi, per tale ragione, dal buttare giù questo pezzo assistito dal mio amico Giuseppe Rizzo, ideatore  appunto di questo brillante  e utile progetto. Il “progetto Rizzo EuroPlus” non è infatti un trattato accademico di teoria economica, né contiene modelli econometrici stimati con metodi statistici complessi, ma è semplicemente l’idea pragmatica di  un imprenditore di cui conosco bene le capacità e il talento. Ha il “polso” del mercato ed è abituato ad essere diretto, concreto ed immediato ma soprattutto esemplificativo e alla portata di tutti.
Il  fatto interessante e per certi versi sorprendente, è che la sua proposta non solo funzionerebbe ma, se dovesse essere messa in pratica dal Governo, darebbe anche dei risultati più incisivi e equi sul piano sociale, rispetto ad altre misure in valutazione da parte dei Ministeri competenti. La proposta supera infatti l’esame di una lettura attenta e precisa delle sue implicazioni macroeconomiche e di finanza pubblica.
Il “metodo Rizzo EuroPlus”, come spiega personalmente l’ideatore, prevede l’utilizzo di una carta elettronica ricaricabile prepagata emessa dallo Stato a favore dei cittadini lavoratori e pensionati che percepiscono una retribuzione mensile netta inferiore a 2.000 euro  e a favore anche di tutti coloro che ricevono i vari sussidi welfare.  Questa carta elettronica “EuroPlus”, continua Rizzo, per essere utilizzata deve essere caricata come peraltro si fa con quella del telefonino. Il cittadino è libero di decidere senza nessun vincolo o scadenza di caricare la cifra desiderata, basterà versare l’importo sul C/C EuroPlus intestato allo Stato per averlo interamente disponibile sulla propria carta EuroPlus. Ad esempio, se il cittadino decidesse di effettuare una ricarica di 1.000 euro e utilizzasse tale disponibilità per pagare un qualsiasi acquisto di beni e/o servizi tramite i canali di pagamento tracciabili come: il circuito POS, il cellulare o computer, sulla carta EuroPlus risulterà un saldo disponibile di 1.4oo euro.
In sostanza con questa carta, il cittadino spendendo il suo denaro interamente “in domanda”, ottiene con certezza un aumento del potere d’acquisto del 40%, guadagnando in questo caso un Plus di 400 euro in denaro elettronico.  Questo denaro elettronico, “viene accettato” dal venditore che a sua volta, potrà giovarsene per le proprie spese di acquisto in beni di consumo oppure pagando i fornitori che, a loro volta, spenderebbero il loro reddito per i loro acquisti e così via con un effetto domino sulla creazione di domanda interna. Nel momento in cui un qualsiasi venditore dovesse decidere di monetizzare il denaro elettronico presente sulla propria carta EuroPlus, mandandolo a incassare, riceverà in contanti 1.000 euro che sarebbe il denaro versato dal cittadino, mentre i restanti 400 euro del Plus, verranno compensati al venditore tramite un “credito d’imposta di pari valore” senza nessuna perdita. Il “Plus” infine, genererebbe dei pagamenti tracciabili, perché eseguiti con carta elettronica, e quindi non soggetti ad evasione fiscale.  Questo progetto andrebbe a beneficio di quella classe di cittadini maggiormente colpita dalla perdita del potere d’acquisto, compensandolo parzialmente, con un’integrazione di spesa finanziata dallo stato attraverso una concessione di credito d’imposta ai produttori di beni e servizi.  Rizzo, ad una mia domanda, risponde e conclude di dichiararsi a completa disposizione di chiunque sia interessato ad ulteriori chiarimenti sui calcoli, le formule e il software appositamente realizzato per rendere il progetto attuabile in tempi brevi. A questo link un breve filmato dove viene dimostrata la fattibilità del progetto.”

Giovanni Giudice

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