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Unione Inquilini: niente più sgomberi ma soluzioni per l’emergenza abitativa!

“L’emergenza abitativa dilaga. Lo testimonia il dramma vissuto dai 173 occupanti del progetto Aldo dice 26×1. Cacciati dal palazzo di via Oglio a Milano, hanno fatto ritorno nello stabile ex Alitalia di Sesto San Giovanni da dove sono stati allontanati con uno sgombero che ha visto un massiccio schieramento di forze dell’ordine”.  L’Unione Inquilini di Sesto Sesto San Giovanni  e Milano esprime vicinanza alle famiglie e in particolare ai minori sgomberati ieri mattina. “Sono ormai troppe le persone che, dopo aver subìto uno sfratto nella maggior parte dei casi per morosità incolpevole, dopo aver conosciuto la brutalità della vita per strada o in tuguri dove avevano trovato rifugio, hanno ripreso a rimettere ordine nelle loro esistenze partendo dall’occupazione di uno stabile abbandonato. Si tratta di immobili lasciati al degrado che a Milano e a Sesto, come più volte abbiamo denunciato, non mancano, anche nel quartiere Marelli dove si trova lo stabile sgomberato: dal mostro dell’ex Impregilo, proprio all’ingresso della città, al palazzo ex Enel, a quello della Wind, all’ex LIB, a molti altri sparsi in tutta la città. Decine di migliaia di metri quadri abbandonati da proprietà assenteiste, che li utilizzano solo per i loro giochi finanziari e speculativi. Mostri di cemento che rendono sempre più spettrali le città. Spesso luoghi che diventano covi di micro-criminalità per i predatori del rame. Questa è la proprietà privata che secondo il ministro Salvini sarebbe sacra. Sacre per noi sono le persone. Bianchi e neri, italiani e stranieri, lavoratori e disoccupati, credenti e non credenti. Tutte le persone, in quanto tali, devono vedere riconosciuti alcuni fondamentali diritti che sono il presupposto dell’idea stessa di umanità. La casa è uno di questi diritti. Lo dice la Costituzione che riconosce agli artt.41 e 42 la proprietà privata ma solo se ha una finalità sociale. Lo riconosce una delibera del Comune di Napoli (259 del 17/04/2014) che prevede un utilizzo pubblico dei beni immobili lasciati in stato di abbandono. Lo ribadisce persino la normativa regionale che nella legge regionale 4 del 2012 stabilisce la possibilità di interventi dei Comuni per varianti urbanistiche di iniziativa pubblica nelle aree dismesse laddove la proprietà non agisca. A fronte del dilagare dell’emergenza abitativa – conclude l’Unione Inquilini -, visto il fallimento sostanziale del recente bando per l’assegnazione degli alloggi, torniamo a chiedere al Prefetto l’apertura di un tavolo di confronto con tutti i soggetti istituzionali per dare risposte ai tanti, troppi problemi che non ci stancheremo ancora di denunciare”.

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