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Sgombero ex edificio Alitalia, i primi commenti della politica

Prime reazioni allo sgombero di ieri mattina dello stabile ex Alitalia di piazza don Mapelli, occupato abusivamente dai membri del collettivo “Aldo dice26X1”. “Un plauso agli agenti per il buon lavoro di oggi (ieri, ndr).” Così Riccardo Pase, Presidente della Commissione Ambiente del Pirellone e il deputato del Carroccio On. Jari Colla.  “Con questo sgombero si conferma chiaramente che con Matteo Salvini alla guida del Ministero dell’Interno la pacchia è davvero finita. Quanto avveniva nel recente passato infatti, dove si consentiva ai soliti noti di occupare impunemente l’altrui proprietà, non era più accettabile”. Di tutt’altro avviso Sinistra Capitalista. “Lo sgombero di Aldo dice 26×1 non è solo frutto della stretta securitaria di Salvini e della sua pseudo-intimidatoria circolare ai prefetti per accelerare gli sgomberi. Essa arriva dopo il decreto Minniti-Orlando e la sua ansia di repressione che ha anticipato la clava leghista (del resto, tra l’originale e la fotocopia perché scegliere la seconda?). Essa arriva anche dopo che gli occupanti hanno subito il foglio di via dal territorio di Milano per iniziativa della Giunta di centrosinistra del sindaco Sala. Lo stesso che ora va cianciando di soluzioni da trovare per gli sgomberati ma che finché ha avuto il problema sul suo territorio lo ha gestito prima ignorandolo, poi disponendo il taglio della corrente elettrica al palazzo di via Oglio dove si trovavano in precedenza le famiglie di occupanti. Proprio come ieri a Sesto San Giovanni, quando si susseguirono gli interventi della polizia, favoriti e caldeggiati dalla giunta di centrosinistra, tra i sorrisi compiaciuti dei consiglieri comunali del PD. A che serve, dunque, il centrosinistra di Milano se non riesce a dare risposte al dramma della povertà che dilaga nell’area metropolitana?”.
Ferma condanna allo sgombero effettuato il 4 settembre anche da parte di Articolo UNO Movimento Democratico e Progressista Sesto: “Condanniamo fermamente lo sgombero, nel merito e nel metodo perché militarizzare in un’ora di punta una parte nevralgica della città per rendere “spettacolare” una inutile prova di forza è assolutamente inaccettabile. Nel merito perché un Sindaco che afferma di essere il Sindaco dalla parte dei cittadini lavora e si impegna per evitare alla sua città inutili tensioni, parla, ascolta e cerca la mediazione. Il Sindaco Di Stefano anziché rimpallarsi con il Sindaco di Milano le rispettive presunte responsabilità avrebbe dovuto invece sedersi ad un tavolo con lui per cercare una soluzione, avrebbe dovuto dialogare con gli occupanti e con la proprietà alla ricerca di una soluzione nell’ambito della città metropolitana, realtà che costantemente ignora, avrebbe dovuto incalzare Regione Lombardia e Aler perché per quanto possano essere discutibili le occupazioni quello che mettono in evidenza è la grave e irrisolta questione dell’emergenza abitativa che si è acuita in questi difficili anni di crisi, di impoverimento delle fasce più deboli ed esposte della popolazione. Il tempo c’era, lo si doveva cercare ed utilizzare considerando che lo stabile occupato è un edificio in completo abbandono da parte della proprietà la cui unica utilità è comparire tra le poste attive patrimoniali. E’ tempo di affrontare questo tema e di intervenire su questo aspetto che riempie le città di edifici lasciati a se stessi nella totale incuria delle proprietà cui fanno comodo solo ed esclusivamente in termini di valore iscritto in bilancio”. “Vergognoso”, questo l’aggettivo scelto da Liberi e Uguali per commentare quello che è successo la mattina dello sgombero. “Se è vero come è vero che la Proprietà Privata è sacra ed inviolabile è vero anche che avere stabili vuoti e, insieme, famiglie senza abitazione dovrebbe essere dichiarato un crimine. Lo Stato dovrebbe porre un freno alla Finanza che specula sulla vita e sulla Dignità delle persone e, in questo senso, anche i Comuni hanno delle armi da usare. Armi come il cambio di destinazione d’uso o la possibilità di esproprio per ragioni di pubblica sicurezza. Armi che noi, nella scorsa amministrazione, abbiamo sbagliato a non usare e di questo, forse, dovremmo chiedere perdono a quei 180 disperati. Armi che questa nuova Giunta fascio-leghista di sicuro non utilizzerà nonostante i proclami e le promesse del Sindaco che in campagna elettorale si era riscoperto amico degli occupanti. perché tra vittime e carnefici la destra sa sempre da quale parte stare. E noi? Ripartiamo da qui, perché questa città ha bisogno di tornare ad essere quella che era prima di perdere la bussola”.

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