Aree Falck, il punto sulla futura Città della Salute e della Ricerca

Non si parla più, come in passato, della realizzazione della Città della Salute e della Ricerca nelle ex aree Falck e già questo “quasi silenzio” non porta bene a quest’opera. Ciò nonostante, intendo ugualmente tornare sull’argomento. Che si tratti di una grandissima realizzazione è più che noto. Che per realizzarla, ci vogliono tantissimi soldi, è un dato di fatto. Che attorno a tanto “ben di Dio”, si sia innescata moltissima invidia e perfino una certa concorrenza, è sotto gli occhi di tutti. Non da meno è l’eccesso di allarmismo per le troppe azioni giudiziarie in corso e i probabili ricorsi sull’aggiudicazione di chi dovrebbe realizzare l’opera e non ultimo, il giudizio di merito se verrà, per gli indennizzi reclamati, a carico della vecchia proprietà, per l’esborso di una marea di quattrini, spesi per la non facile bonifica delle aree, inquinate oltre le attese.
Come si può facilmente pensare, questo progetto, scoraggerebbe chiunque dal metterci le mani e anche una montagna di soldi. Tuttavia, come si dice, “mai arrendersi” e dunque si va avanti, sperando in una buona stella!
Certo, con così tanta carne al fuoco, non sarebbe facile per nessuno, azzardare una prossima conclusione positiva, ma come già detto, tentiamo ugualmente. Intanto, la volontà esplicitata di Regione Lombardia, di procedere come da programma verso la realizzazione dell’opera, è già una bella notizia. Infatti, il Comune di Sesto San Giovanni ha già dato in forma gratuita le aree interessate alla Regione e dunque, tramite Infrastrutture Lombarde SpA, si potrà al più presto sottoscrivere il contratto per la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca. Non si tratta di quattro bruscolini, ma di ben quattrocentocinquanta milioni d’investimenti per la sola costruzione.
Ad aggiudicarsi in via definitiva questo contratto, è stata Condotte, la grande azienda milanese leader nelle costruzioni, di cui nel marzo scorso è stato disposto l’arresto del presidente per presunte irregolarità in precedenti appalti in Sicilia. Anche qui, per dirla con un vecchi detto: “Morto un papa se ne fa un altro”.
Per quanto riguarda i numeri, il progetto prevede la realizzazione di cinque corpi ospedalieri, per un totale di 620 posti letto su tre piani di costruzioni, tutti immersi nel verde, oltre alle costruzioni che dovranno contenere i due poli di ricerca, Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta e Istituto Nazionale dei Tumori. Sono previsti inoltre la costruzione di un polo tecnologico e un parcheggio interrato su tre livelli per una capienza di oltre 850 posti auto. Il tutto, su un totale di più di duecento mila metri quadri di fabbricati e oltre 140 mila metri quadri di aree esterne, di cui, almeno ottanta mila di parco, per un costo d’investimento di circa 900 milioni di euro. Un ambizioso progetto insomma, destinato a essere uno tra i più importanti poli ospedalieri e di ricerca d’Europa, che fin dalle fasi iniziali sta prendendo corpo sotto il diretto controllo di Regione Lombardia, per la cui progettazione è previsto circa un anno di tempo, con oltre 1.080 giornate di lavoro, e altri 180 giorni aggiuntivi per il collaudo dell’opera e il trasloco.
Va aggiunto infine, che una tale imponente opera sanitaria e di ricerca, sta attirando l’interesse di diversi istituti universitari del milanese, come l’Università degli Studi di Milano e l’Università Bicocca, pronti a realizzare in questo polo, una scuola di Alta Formazione, allo scopo di integrare gli studi di base in ambito universitario. Ci sarà ancora tempo per meglio approfondire il progetto. Intanto, c’è da augurarsi che si possa assistere al più presto, all’avvio dei lavori e alla posa della prima pietra.

Mario Guerrisi

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