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Mostra “Camminando per Sesto”, Pavesi e Santomauro: che emozione esporre insieme

Monica Pavesi e Carla Santomauro

Passato e presente a confronto. La Sesto San Giovanni dei nostri nonni e della nostra infanzia. Con i suoi luoghi simbolo: dalla fornace Mariani al monastero San Nicolao, dalle Ville storiche a via Roma attraversata dal tram. La luce della sera che gioca sulle vetrate dei palazzi più moderni o con i colori delle facciate rinnovate di via Marx.
I dipinti di Carla Santomauro e le fotografie di Monica Pavesi, entrambe sestesi e con due sensibilità spiccate per il dettaglio, la luce, il colore, raccontano la stessa città con strumenti diversi. Colori e pennelli per Santomauro, la macchina fotografica per Pavesi.
“Camminando per Sesto”, questo il titolo della mostra ospitata dal 19 maggio al 1 giugno da Villa Mylius e ideata dall’assessorato alla Cultura di Sesto nell’ambito della rassegna “Cantar di Maggio”.
“La mostra – ha sottolineato l’assessore Alessandra Magro inaugurandola sabato 19 maggio, alla presenza delle artiste e della storica dell’arte Veronica Maria Olivotto – è un omaggio che l’Amministrazione Comunale rivolge alla Città, valorizzandone aspetti architettonico-urbanistici del passato e del presente, tramite le pitture di Carla Santomauro e le fotografie di Monica Pavesi”.
Entrambe le artiste sono cittadine ben radicate nell’humus urbano di Sesto e il loro racconto per immagini ha guidato numerosi visitatori in una ideale “passeggiata” tra luoghi del passato e dell’oggi.
Abbiamo incontrato le due artiste sestesi, pochi giorni dopo la conclusione della mostra, per una piacevole chiacchierata a commento di una esposizione molto apprezzata dai sestesi. “Attraverso le mie opere – spiega Santomauro – parlo con colori e pennellate della Sesto di una volta”. Di alcuni suoi edifici andati perduti, o di cui resta ben poco, trasformati. E con loro gli elementi della natura che l’artista tanto ama e anche qui ritornano. Gli alberi scarni davanti al San Nicolao, il vasto prato davanti a Villa Torretta, la neve a coprire tutto con il suo silenzio ovattato, come nel dipinto con protagonista la fabbrica Breda di Via Bergomi.
“La mostra è anche un modo per conoscere meglio la nostra città – aggiunge la pittrice sestese -. Alcuni visitatori non riconoscevano gli scorci rappresentati. Ad esempio la fornace Mariani, immersa nella boscaglia in via Fratelli di Dio, o il San Nicolao. Altri, i più anziani, ricordano invece questi luoghi con grande nostalgia”. Come il tram che passava per via Roma, luoghi del cuore che parlano anche dell’affetto per la sua città da parte di chi li ha dipinti.
Dai dipinti alle fotografie di Monica Pavesi, protagonista lo scorso inverno della collettiva “MostrAndo” in Villa Puricelli Guerra con Ghislaine Ravelli e Giulia Consiglio. “Carla per me è stata una scoperta, come pittrice e come donna. Attraverso le sue opere mi ha fatto scoprire tantissimi aneddoti”, spiega Pavesi, fotografa ufficiale della rubrica ‘Sesto Zoom’ del gruppo facebook ‘Sesto Sagnalazioni’. Monica ci racconta la sua passione per la fotografia (“Ricordo ancora la prima foto che ho scattato: a Londra. Ho iniziato a scattare foto negli angoli più caratteristici: parchi, mercatini. Poi, per un po’ di tempo, ho accantonato la macchina fotografica. E poi un giorno, appena iscritta a Facebook, sono stata notata dal gruppo di Sesto Segnalazioni e ho iniziato a collaborare con le mie foto alla rubrica ‘Sestozoom’, scattando foto a tanti angoli di Sesto”.
Nella mostra ospitata in Villa Mylius, l’obiettivo della sua macchina fotografica racconta una città corteggiata da giochi di luce. Sfiora con amore le architetture moderne e coglie l’attimo per raccogliere la luce naturale (“Non utilizzo nessun programma di ritocco”) che si accende o spegne sui palazzi della Campari o sui colori accesi dei palazzi di via Carlo Marx, sulle facciate dell’edificio che ospita Heineken Italia, in viale Edison, o ancora l’ABB di via Lama. “Con il mio obiettivo cerco sempre il riflesso per dargli anima e calore – racconta Monica -. Perché ogni soggetto ha una storia da raccontare. Anche i palazzi di Sesto”. E la fotografa con estrema sensibilità la racconta esaltando i constrasti, facendo convivere in una inquadratura il “vecchio” e il “nuovo”: le tegole sgretolate di un tetto e il vetro dei palazzi più moderni che disinvolti emergono tra composizioni di nuvole. Due linguaggi espressivi, la pittura e la fotografia, che pur nella loro complessa diversità si sposano con dolcezza.

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