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PhotoJù Giulia Marangoni

Claudia Alfieri stella nascente del musical: che emozione calcare il palco del Nazionale

Due anni fa, intensa Esmeralda ne “Le campane di Notre Dame”, calcava il palco sestese del Teatro Rondinella e milanese del Pime, con i colleghi dell’Hdemia Il Camaleonte. Continuando a coltivare la sua passione per il canto, la danza e la recitazione, Claudia Alfieri, domenica 27 maggio ha debuttato al Teatro Nazionale CheBanca!, tempio milanese del musical.
Claudia, sestese , 20 anni, è tra i protagonisti di “9 to 5”, adattamento italiano dell’omonimo musical americano (ispirato al film “9 to 5” con Jane Fonda e Dolly Parton) a cura della SDM – La Scuola Del Musical di Milano. La regia è curata da Alice Mistroni (e Chiara Vecchi), docente della SDM e in questi mesi applauditissima Mrs Banks nel musical “Mary Poppins” proprio al Nazionale.
Claudia, come sei arrivata al ruolo di Violet in “9 to 5”?
“Innanzitutto “9 to 5” è stato lo spettacolo conclusivo del nostro percorso biennale all’interno dell’SDM – Scuola del musical di Milano (dove Claudia studia da due anni, ndr). Il titolo ci è stato annunciato a dicembre e ricordo che eravamo tutti abbastanza contenti pur non conoscendo perfettamente la storia perché comunque si tratta di uno spettacolo molto moderno, recente e con musiche che danno la carica”.
Come ti sei preparata a diventare Violet?
“Sono subito andata ad informarmi, a vedere qualche video su youtube e devo dire che fin da subito avevo puntato il ruolo di Violet (sorride) perché mi riconosco molto in lei, nel suo modo di pensare e di essere. Nei mesi la convinzione di poter rivestire questo ruolo è cresciuta, finché sono arrivate le audizioni del 6 aprile scorso”. 
Raccontaci come è stata quella giornata …
“È stata una giornata stressante, volevo davvero tanto questo ruolo e continuavo a ripetermi: “tranquilla, sei tu Violet; fai del tuo meglio e dimostralo alla commissione”. Non voglio sembrare presuntuosa ma mi sentivo davvero giusta per quel ruolo. E infatti quando poi è uscito il tabellone con il cast ho provato una soddisfazione immensa: avevo raggiunto il mio obiettivo e, in quel momento, era il massimo che potessi chiedere”.
Parlaci un po’ del tuo personaggio …
“Violet è il capo dell’ufficio, è la responsabile. È una donna forte, dinamica e sicura di sé. Sa esattamente dove andare, cosa fare e cosa dire in ogni situazione. Inizialmente risulta anche fredda e abbastanza distaccata dalle situazioni d’ufficio, ma questo suo comportamento e modo di essere è dovuto un po’ alla sua posizione al lavoro ma soprattutto al suo background familiare: in seguito ad una grande delusione amorosa si ritrova da sola a crescere un figlio, Josh, che è tutta la sua vita e che ama immensamente. Questa esperienza di vita l’ha resa una donna anche molto realista e disincantata verso l’amore e infatti è spiazzata e in imbarazzo quando Joe, impiegato dell’ufficio più giovane di lei, mostra un continuo interesse nei suoi confronti”.
Al centro della storia c’è anche una forte alleanza femminile.
“È così. E infatti il tema del “Girl Power”, ancora molto attuale, è alla base di questa storia, ed è motivo del legame fortissimo che si crea tra Violet e le altre due protagoniste, Judy e Doralee, che poi le porterà a rapire il loro capo, simbolo del maschilismo sul lavoro e nella vita”.
Cosa si prova a calcare un tempio del musical come il Teatro Nazionale? Che, per intenderci, fino a pochi giorni fa ha ospitato “Mary Poppins”, musical evento della stagione …
“Il Teatro Nazionale? Un’emozione grandissima. Un po’ perché è il teatro di riferimento per i principali musical a Milano e quindi l’ho vissuto finora come spettatrice e ho ben chiaro questo ricordo di me, bimba emozionata, che aspettavo di entrare e vedere quegli artisti così grandi.
Tra l’altro, il primo musical che vidi su quel palco, nel 2009, fu “La bella e la bestia”. Nel cast, tra gli altri, c’era Alice Mistroni, attuale direttrice artistica dell’SDM – Scuola del musical e regista di “9 to 5”!
Quindi è strano ed emozionante pensare che fino ad un po’ di tempo fa quegli artisti che sembravano irraggiungibili sono stati, invece, nostri insegnanti e colleghi.
Tornando al teatro, è un palcoscenico davvero immenso e appena ci metti piede e osservi la platea ti senti piccolissimo, un cucciolo impaurito; al primo impatto è sopraffacente ma non appena si spengono le luci e parte la musica, sale l’adrenalina e allora ti senti una specie di supereroe o come diceva sempre la coreografa: “Su quel palco dovete essere dei power ranger!”. Ti senti di avere il controllo di quel palco così grande e di conseguenza tutto quello che fai e che dici diventa più grande, è come se tutti si “gonfiassero” un po’ lì sopra, è bellissimo.
Pensare che sia stato il teatro sede di alcuni dei musical più importanti degli ultimi tempi mette sicuramente in soggezione, tra l’altro mi sentivo esaltata anche dal fatto che per il periodo di prova e poi ovviamente per lo spettacolo avessi il microfono di Giulia Fabbri, l’attuale Mary Poppins. Credo però che la paura sia facilmente superabile grazie al personaggio che interpreti: nel momento in cui sali sul palco e ti cali nella storia non sei più tu ma il tuo personaggio, nel mio caso Violet, e quindi non c’è la paura di sbagliare o di non essere giusti perché il personaggio sa cosa fare, è la sua vita, è il suo carattere e sono le sue reazioni che fanno andare avanti la storia. Di conseguenza quando entri in scena non vedi più solo 5 scrivanie e 6 colonne, come nel caso del nostro set, ma ti trovi in un vero e proprio ufficio, nel tuo ufficio, e sai perfettamente dove sono le cose, quale impiegata è seduta dove, ecc”.
Qual è il momento più emozionante dello spettacolo?
“Ho trovato diversi punti molto coinvolgenti nello spettacolo. Dovendo scegliere al primo posto c’è sicuramente il monologo di Violet nella scena finale; è un momento pieno di emozione in cui mi sento molto coinvolta anche io, Claudia. È un monologo che tratta di verità talmente diffuse e note che a mio parere è quasi impossibile non emozionarsi.
Per Violet è il momento in cui decide di ribellarsi pubblicamente al suo capo, in cui si prende la sua rivincita senza preoccuparsi delle conseguenze. Le sue parole vengono di botto dal cuore, vomita fuori tutto il rancore e la frustrazione che ha accumulato nella sua vita, sostenendo l’attività di tutti i collaboratori e i loro sacrifici e dimostrando che l’armonia e la condivisione sul posto di lavoro migliorano i risultati.
Lavorare a questo monologo in diversi momenti è stata una delle cose più belle dell’allestimento, anche se ci ho messo un mese per farlo senza piangere!”.
Claudia, guardando al futuro, c’è un ruolo che sogni di interpretare?
“Considerando in generale il panorama del musical theatre vorrei senza dubbio far parte del cast di “Wicked” nel ruolo di Èlphaba. Il musical racconta la storia del mago di Oz e della strega dell’ovest. È un ruolo molto complesso con una grande psicologia: è una donna che a causa di un incantesimo nasce verde e quindi cresce emarginata, diversa dagli altri ma dopo molte difficoltà impara a cavarsela da sola e a conquistare la sua indipendenza. Ho avuto la fortuna di vederlo lo scorso febbraio a Londra, e confermo che sarebbe il sogno della vita. Se invece parliamo di musical già prodotti nel nostro paese direi sicuramente “Sister act” perché ha delle musiche pazzesche e travolgenti, una scenografia imponente ed è anche molto ballato”.
Dal futuro al passato. Artisticamente sei cresciuta a Sesto San Giovanni con l’Hdemia Il Camaleonte. Cosa ricordi di quell’esperienza?
“Sicuramente ho un bel ricordo, l’Hdemia Il Camaleonte è stata una grande palestra. È lì che ho capito che quella era la strada che volevo prendere nella mia vita. Le esperienze, seppur amatoriali, che ho avuto sul palco in quegli anni mi hanno sicuramente aiutata ad iniziare il mio percorso in accademia”.
Quest’anno l’Hdemia Il Camaleonte taglia il traguardo dei 15 anni di attività e li celebrerà con lo spettacolo “Saranno camaleonti – La storia” al Teatro Rondinella martedì 12 e mercoledì 13 giugno.
“Posso anticiparvi che sul palco del Rondinella ci sarò anche io (sorride). Sarò coinvolta in alcune parti, ma non posso svelarvi altro”.
Non resta dunque che assistere allo spettacolo, per applaudire Claudia nella sua emozionante rimpatriata con Sara Valota e i colleghi “camaleonti”.

Francesca Paciulli

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