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Giovani Sestesi e mdp Articolo 1: ferma condanna alla vignetta sessista

Ferma condanna alla condivisione sui social network di una vignetta offensiva e sessista nei confronti dell’ex sindaco Monica Chittò e del capogruppo consiliare PD Roberta Perego. In queste ore è arrivata la solidarietà a Chittò e Perego da parte del Direttivo e degli iscritti della Lista Civica Giovani Sestesi. “La vicenda delle vignette offensive e sessiste contro l’ex sindaco Monica Chittò e l’ex assessore Roberta Perego, rappresenta nel modo più triste e preoccupante lo sfascio etico in cui il sindaco Di Stefano e la sua maggioranza di centrodestra stanno trascinando Sesto San Giovanni – commentano dalla Lista civica -. Ci incontriamo sempre più di frequente con frasi offensive e affermazioni strampalate pronunciate dal sindaco, dai suoi assessori e dal suo entourage che non fanno altro che infangare Sesto San Giovanni e i suoi cittadini. Le vignette offensive, prodotte da qualcuno che è quanto meno ideologicamente vicino al sindaco, sono state condivise da una delle persone più vicine al sindaco. Una candidata della Lista Di Stefano, che il sindaco ha nominato nel comitato Pari Opportunità di Sesto San Giovanni (organo che dovrebbe vegliare sul rispetto dei cittadini e soprattutto delle donne). A quanto pare l’ha assunta in Comune nel suo staff di segreteria, pagandola con i soldi dei cittadini sestesi. Questa vicenda mostra in modo drammatico che l’amministrazione comunale del sindaco Di Stefano si fonda sull’inganno e sulle offese, a spese dei cittadini di Sesto. Ci auguriamo che il sindaco faccia un passo indietro. Chieda scusa e allontani quei suoi collaboratori che offendono la città”.
Solidarietà anche da parte dal movimento democratico progressista Articolo Uno: “Di tutto mi sarei aspettata da questa nuova giunta, da questi nuovi amministratori, ma da donna impegnata da anni a difesa delle donne, mai e poi mai, mi sarei immaginata di trovarmi a lottare contro le più becere forme di maschilismo perpetrate proprio dalle donne di questa giunta e di questa amministrazione – commenta Monica Zaccarini, responsabile politiche antidiscriminazioni Articolo Uno -. Siamo passati dallo “scartavetramento di attributi” dell’assessora Alessandra Magro, alla volgarissima vignetta (meme) di stampo sessista contro le consigliere Monica Chittò e Roberta Perego, alle quali va tutta la mia piena stima e solidarietà, postata sui social della nuova assunta in Comune con incarico fiduciario con una delibera di Giunta, signora Marcella Del Vecchio, già candidata in consiglio comunale, e non eletta, alle scorse elezioni nella lista Di Stefano, fino al “mi piace” sempre alla volgare vignetta messo dell’assessora Nicoletta Pini. Al di là della provata incapacità di ricoprire i ruoli istituzionali che le signore in questione hanno l’onore di ricoprire, lascia esterrefatti il loro profondo maschilismo culturale. Viviamo un periodo storico in cui le donne sono sotto attacco. Ormai da troppi anni, ogni due giorni, nel nostro paese, una donna è vittima di femminicidio. Tanto si sta provando a fare ma è ancora troppo poco se pensiamo che anche le denunce di violenza domestica non sempre purtroppo sono sufficienti a salvare la vita di queste donne. Serve una grande rivoluzione culturale, una vera cultura del rispetto. Questo dovrebbe essere ben chiaro soprattutto a chi ricopre ruoli istituzionali come le signore in questione. Così come dovrebbero sapere che per governare una città servono impegno, serietà, progettualità, etica ed anche rispetto. L’utilizzo continuo e reiterato dell’offesa denota invece il vuoto di idee, di argomenti e di capacità di queste nuove amministratrici e amministratori. L’unico loro fine è quello di ferire, denigrare, umiliare l’altro nella speranza di farlo tacere. Alle assessore Magro e Pini, ma soprattutto alla signora Del Vecchio, tra l’altro componente del Comitato Pari Opportunità che con quel post ha vergognosamente umiliato ed offeso e da cui dovrebbe dimettersi, dedico una frase tratta dal libro “Donne morte senza riposo. Un’indagine sul muliericidio” di Nereide Rudas: “La distanza fra uomo e donna all’interno della nostra società così sbilanciata sarà colmata solo quando le donne parleranno con voce di donna.” Chissà se riusciranno a capirla…”.

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