Politica, la coerenza non è più un merito

Dato che ultimamente si sente vagheggiare di “terza repubblica” non vorremmo che questa fantomatica “terza repubblica” nasca all’insegna del detto latino “verba volant”.
Ne è splendido esempio il “premier in pectore” Luigi di Maio e a questo proposito riportiamo alcuni giudizi sul Partito Democratico (abbiamo scelto i più gentili) fatti dallo stesso di Maio, ovviamente prima delle elezioni.
 1: «Il Pd ha un’idea perversa del concetto di democrazia».
2: «Il Pd è un partito di miserabili che vogliono soltanto la poltrona».
3. «Nel Pd hanno una questione morale grande come tutto il Pd».
4: «Il Pd è il simbolo del voto di scambio e del malaffare».
5: «Il Pd è da mandare via a calci».
6: «Il Pd ha i mesi contati, mandiamoli a casa».
7: «Il Pd è il partito dei privilegi, della corruzione e delle ruberie. A casa».
8: «Il Pd sta con le banche, manda sul lastrico i risparmiatori».
9: «Il Pd è il male dell’Italia».
10: «Le misure economiche del Pd sono infami».
11: «Siamo noi l’unica alternativa al Pd».
12: «L’unica cosa che possiamo fare è invitare i cittadini a liberare l’Italia dal Pd».
13: «Escludo categoricamente qualsiasi alleanza col Pd».
Oggi vedendo il leader M5S proporre al PD di fare un governo insieme più che il detto latino “verba volant” ci fa venire in mente la canzone napoletana “scurdammoce o’ passato”…

Ciemme

   

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