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Processo amianto in Olivetti, tutti assolti dalla Corte di appello

Martedì 18 aprile i giudici della Corte d’Appello hanno ribaltato la sentenza di primo grado emessa nel luglio 2016 dal tribunale di Ivrea con la quale erano stati condannati 13 imputati per la morte degli operai. “Ancora una volta, in appello i giudici hanno assolto i padroni, De Benedetti, l’ex ministro Passera e tutti gli imputati – commenta Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio -. Le tredici condanne si sono trasformate in altrettante assoluzioni. Il processo riguardava casi di dipendenti dell’azienda eporediese che si erano ammalati o erano deceduti per il contatto con amianto e sostanze nocive sul luogo di lavoro a Ivrea come in altri stabilimenti Olivetti del Canavese. La Corte di Cassazione è andata contro la Procura generale di Torino, che invece, aveva chiesto la conferma delle sentenze di primo grado per tutti gli imputati. Inoltre come ormai succede spesso, i giudici non solo hanno assolto i padroni della fabbrica, ma hanno condannato le parti civili, Associazioni e famigliari, compreso il Comune di Ivrea, al pagamento delle spese processuali mandando un segnale chiaro a chi si ribella alle morti sul lavoro e di lavoro”.
La procura Generale ha già annunciato ricorso in Cassazione. “Ma intanto – chiosa Michelino – gli operai e i lavoratori continuano a morire, e i malati e i famigliari aspettano una “giustizia” che non arriverà mai”.

 

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