Gianpaolo Caponi

Caponi: l’esperienza in giunta termina qui, ma non il mio impegno per Sesto

“Comunicazione importante. Alle ore 18.30 vi sarà una dichiarazione pubblica di Gianpaolo Caponi e a seguire un comunicato stampa”. Un breve post sulla pagina facebook del vice sindaco Gianpaolo Caponi rimandava ieri pomeriggio a un annuncio importante. Rimandato di un paio di ore, l’annuncio è arrivato alle 20.30 ed ha sorpreso alcuni ma non tutti. Perché da tempo i rumors davano per certi i dissidi interni in giunta tra i rappresentanti del Polo Civico (di cui Caponi è la massima espressione) e il sindaco Roberto Di Stefano. Dissidi finora minimizzati, se non negati, da Caponi ma che negli ultimi giorni hanno portato prima alla fuoriuscita dalla Coalizione di Gabriele Ghezzi, Federico Pogliaghi, Alessandra Aiosa (i primi due eletti con la lista X Caponi Sindaco e Aiosa con i Cittadini di Sesto) e alla creazione del nuovo gruppo consiliare Identità Civica, quindi, venerdì scorso alle dimissioni dell’assessore all’Educazione e ai Servizi Sociali Angela Tittaferrante (leggi l’articolo).
Ieri sera l’annuncio delle dimissioni del vice sindaco Caponi. Le motivazioni è lo stesso “Capitano” del Polo civico a spiegarle in un lungo post sulla sua pagina social. “Essendo io il principale responsabile di tutto il nostro movimento civico – scrive Caponi -, assumo su di me l’onere delle decisioni prese e le responsabilità conseguenti. La mia esperienza in Giunta termina qui. Rassegnerò domani mattina (oggi, ndr) le mie dimissioni da Vicesindaco; ho avuto il privilegio di svolgere questo autorevole incarico conoscendo e apprezzando ancora di più Sesto San Giovanni”.
Il post affronta poi apertamente il tema dell’alleanza con Di Stefano, che ha consentito al centrodestra di sconfiggere il centrosinistra al ballottaggio alle comunali 2017. “Abbiamo accettato una alleanza con Roberto Di Stefano sulla base di un rapporto leale e ispirato a un progetto per la città con un programma condiviso e innovativo. A quasi un anno dal voto abbiamo assistito a un impoverimento degli obiettivi e all’inasprimento delle tensioni con la città rimasta sin qui inascoltata. Nonostante questo nella ricerca di un difficile confronto con lo stesso Sindaco ho mantenuto sempre un comportamento corretto votato a cercare di condividere insieme le migliori soluzioni. Il sogno che abbiamo di costruire una città dialogante basata sulla ricerca delle soluzioni ai problemi concreti dei cittadini, e lontano dalle contrapposizioni partitiche-elettorali, è venuto meno per il prevalere di altre logiche. Non riuscendo a determinare scatti in avanti sulla strada di un miglioramento dell’azione di governo, sulla strada del confronto e della condivisione, inascoltati e accantonati i nostri valori, nonostante la forza elettorale abbia detto altro, non posso far altro che un passo indietro per compierne due in avanti”.
Caponi poi precisa che non chiederà deleghe in sostituzione alle sue (Lavori e opere pubbliche, valorizzazione del demanio e del patrimonio, famiglia e Città della salute) e a quelle rassegnate da Angela Tittaferrante e ringrazia quest’ultima per “la passione e l’impegno che ha profuso in questi mesi. Noi siamo una squadra, lo siamo oggi e lo saremo domani. Nessun assessore presente o futuro potrà arrogarsi quindi l’onore di rappresentare in giunta la lista civica Sesto Nel Cuore. Continuerò a occuparmi di Sesto, città che amo, a cui debbo molto; non finisce quindi qui il mio e nostro impegno per Sesto.
Ringrazio i dipendenti e funzionari comunali con cui ho avuto il piacere di collaborare, ringrazio i cittadini per l’enorme sostegno ricevuto in questi mesi”.
Cosa succederà ora? O meglio, cosa comporterà la scelta del leader di Sesto nel Cuore? A conti fatti dei sette consiglieri comunali eletti con il Polo Civico, solo quattro sono rimasti legati al loro “Capitano”. Ma soprattutto sembrerebbe che lo stesso assessore Maurizio Torresani, nominato direttamente in giunta da Caponi e non eletto in consiglio comunale, stia prendendo le distanze dalla Civica e sia sempre più vicino al primo cittadino.

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