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Inquinamento fiume Seveso, lettera aperta dell’Associazione Amici del Parco Nord

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che l’Associazione Amici del Parco Nord ha inviato a Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Ente Parco Nord, A.R.P.A. Lombardia, AIPo Agenzia, Interregionale per il fiume Po, Autorità di Bacino Distrettuale fiume Po, Provincia di Como, Provincia di Monza Brianza, Comuni di Milano, Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Cormano e Novate Milanese.  

“Egregi Signori, Autorità preposte,
Ci risulta che ci sia in corso (ed anche da qualche tempo) una inchiesta della Magistratura milanese che ha accertato che nel fiume Seveso vi sarebbero circa 1420 scarichi abusivi.
E’ evidente che non si possa avere piena contezza del contenuto delle amplissime attività di indagine fino a che queste non siano concluse dalla Magistratura inquirente, ma si può ritenere che le evidenze e la notizia di tali accertamenti siano certamente già pervenute ai Vostri rispettivi Uffici, per quanto di Vostra competenza. E’ anche evidente il gravemente dannoso impatto che questo fatto ha sul fiume e sui bacini nei quali si sta progettando di far defluire e decantare queste acque, in particolare a riguardo della vasca di laminazione prevista nella zona di Niguarda-Parco Nord di Milano.
Conseguentemente ci chiediamo e Vi chiediamo, visto che Voi avete i poteri per intervenire, se non sentite il dovere di farlo di fronte a questi dati. Il nostro habitat è sconvolto da decenni di inerzia e di incuria, da libertà – di fatto concesse a chiunque lo voglia e ne tragga vantaggio – di inquinare e lordare senza limiti e controllo il fiume Seveso.
Voi che avete compiti e responsabilità precise, che in certi casi appaiono addirittura incalzanti ed ineludibili, perché non siete ancora intervenuti? Dateci un segno di risposta. Se ci sono le inchieste della magistratura che accertano la pratica del “libero delitto” (in danno dell’ambiente e quindi delle comunità umane che vivono in questi luoghi), perché non cominciate a fare ciò che rispettivamente potete fare per contrastare tali fenomeni, per individuare i responsabili, per restituire il fiume al suo migliore stato di salute, per salvaguardare la vita delle comunità coinvolte? Se non intervenite ci sarebbe da chiedersi perché si continuano a firmare patti e contratti relativi al benessere del fiume se poi non si mantiene fede agli impegni presi.
A cosa serve sottoscrivere il “Patto per il Seveso” o il “Contratto di fiume” se poi le decine di Amministrazioni ed Enti coinvolti non intervengono per la tutela del fiume contro gli sciagurati che li inquinano? Ci chiediamo dove siete e perché non intervenite.
Lo scandalo non sono le violazioni delle leggi, e non sono solo coloro che le violano le leggi, quanto piuttosto la distrazione e la mancanza di vigilanza e di intervento di chi ha gli strumenti per farlo, seppur nel limite delle proprie competenze. E’ stato deciso, poco più di dieci anni fa, di interrompere la costruzione del raddoppio del canale scolmatore ovest – l’unico che esista – dopo che le popolazioni del Ticino si erano ribellate, rifiutandosi di accettare con il raddoppio del canale, anche il raddoppio degli inquinanti e della massa di rifiuti. E’ allora che è stato deciso di creare un sistema di vasche in cui raccogliere le acque in eccesso per evitare (sacrosanto intento) che straripassero. Ma si tratta sempre di quelle stesse acque puzzolenti (anche in forza dei circa 1420 scarichi abusivi) che volete accumulare in grandi aree di parchi e vicino a case, scuole ed asili!
Ci chiediamo se non vi è venuto in mente che forse – già da almeno dieci anni a questa parte – occorreva intervenire per bloccare gli abusi e per ripulire le acque. L’inquinamento dei fiumi è anche un insulto alla legge (oltre che alla nostra salute) ed in quanto tale è un atto di accusa che ogni giorno si rivolge contro di Voi, se non fate nulla di quanto è nelle Vostre rispettive competenze per fermarlo.  Se non Vi attivate con tempestività ed efficacia, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni andrà scemando, contribuendo a creare un vero e proprio baratro tra lo Stato, le istituzioni, la politica e la popolazione.
Senza voler giungere a panorami apocalittici, Vi chiamiamo alle Vostre responsabilità e Vi preghiamo di fare il Vostro dovere di fronte alle problematiche sopra esposte e – riteniamo – ben note da tempo.
Disponibili ad ogni iniziativa e confronto con ciascuno di Voi, tanto pensavamo di doverVi scrivere”.

Associazione Amici Parco Nord
Il presidente Arturo Calaminici  

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