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Trasparenze, nuova collettiva dei fotografi Freecamara

Trasparenza: la caratteristica e la proprietà di essere trasparente. Dal latino transparere: trans, al di là, parere, essere visibile.
Essere trasparente, invisibile agli altri o a se stessi. Essere limpidi,  come un libro aperto. Sono numerosi i significati che può assumere la parola trasparenza. Provano a darle colore e immagine gli scatti dei fotografi Freecamera, protagonisti della collettiva “Trasparenze”, dal 14 al 22 aprile alla Casa delle Associazioni e del Volontariato di Sesto San Giovanni.
Tredici i fotografi e soci che contribuiscono con le loro opere al suggestivo allestimento: Giorgio Benatti, Romano Campalani, Diego Copetti, Tiziana Frosi, Sabrina Gatti, Emanuela Giampieri, Vincenzo Maiocchi, Giorgio Medetti, Rosy Schröer, Gianni Torriani, Attilio Tutti, Francesca Tuzzeo. E Giulia Tini, sestese, 29 anni, dieci dei quali trascorsi dietro l’obiettivo di una macchina fotografica, lo sguardo pronto a cogliere ispirazione in un paesaggio, in un volto, un’emozione.
“Come nel caso della fotografia che esporrò nella collettiva “Trasparenze” – rivela Giulia –. Ricordo ancora quando la scattai: ero in treno, di ritorno da un viaggio. Lo scatto ritrae un passeggero addormentato accanto al finestrino e uno scorcio di paesaggio”.

Giulia Tini

Ma come nasce l’idea di una mostra sulle trasparenze? “A volte capita di partire da uno stimolo, un’uscita fotografica con i fotografi Freecamera. Il materiale si rivela interessante e da lì può nascere l’idea di una mostra – spiega Giulia -. Nel caso di “Trasparenze” invece siamo partiti da un tema specifico e abbiamo iniziato a scattare. Fare foto su questo tema è stato stimolante ma anche impegnativo, volendo rifuggire dalla banalità”.
Ecco dunque l’idea all’origine della mostra: la trasparenza e tutti i suoi modi di rivelarsi allo sguardo. “La trasparenza può manifestarsi in diversi modi – continua Giulia -: può essere un’intuizione leggera, delicata, quasi confusa, qualcosa che s’intravede attraverso una superficie o un corpo, qualcosa che emerge piano piano e che si palesa dolcemente davanti a noi. Può essere qualcosa che non riusciamo a nascondere, un’emozione, un rossore, un sorriso. Nello stesso tempo però può essere qualcosa di immediato, chiaro, evidente, a tratti anche violento, qualcosa che appare al nostro sguardo, al nostro sentire in tutta la sua chiarezza, una verità dura e sconcertante. Le stesse immagini fotografiche non sono altro che trasparenze della realtà impresse su carta, filtrate e modulate dalla nostra interpretazione e dal nostro sguardo”.
Ma come si è avvicinata Giulia alla fotografia? Mio nonno era fotografo e mia zia aveva numerose macchine fotografiche. Da lì, poco per volta, ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia e ad interessarmi sempre di più a questo mondo”. Fino all’incontro, otto anni fa, con Ermanno Campalani, presidente di Freecamera, circolo fotografico affiliato alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). “Volevo seguire un corso di fotografia e mi imbattei proprio nell’annuncio di Freecamera. La prima foto scattata? Era uno scatto realizzato con la macchinetta digitale, la esposi anche in una collettiva del gruppo. Ritraeva un angolo di Sesto San Giovanni, verso viale Marelli, lasciava intravedere uno scorcio di ferrovia e sul fondo una grande manifesto pubblicitario”.
L’appuntamento con le fotografie di Giulia Tini e dei suoi colleghi fotografi Freecamera è per sabato 14 aprile, alle 17.30, in occasione dell’inaugurazione della mostra alla Casa delle Associazioni.
Info: “Trasparenze” mostra fotografica Freecamera dal 14 al 22 aprile presso la Casa delle Associazioni piazza Oldrini – orari: lunedì venerdì 16,30-19.00 sabato e domenica 10,30-12.30 e 16.30-19. Inaugurazione sabato 14 aprile, ore 17.30 sito web www.freecamera.it

 

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