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Incontro interreligioso sulla figura di Maria nella Bibbia e nel Corano

Si è tenuto mercoledì 7 marzo, presso lo Spazio Arte di Sesto San Giovanni, il terzo ed ultimo incontro del percorso di confronto e dialogo interreligioso tra le tre grandi religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo e islam. Il percorso strutturato su tre appuntamenti e promosso congiuntamente dal Decanato e dal Centro Culturale Islamico di Sesto San Giovanni con il patrocinio del Comune, ha visto alternarsi diverse voci espressione delle tre diverse fedi.
L’ultimo e conclusivo appuntamento ha avuto ad oggetto la figura di Maria così come presentata nei diversi testi sacri: Bibbia (Antico e Nuovo Testamento) e Corano. L’incontro si è aperto con il benvenuto del Vicesindaco Gianpaolo Caponi che ha sottolineato come l’attuale Giunta creda nel dialogo al punto di patrocinare l’evento, del Direttore del Centro Islamico Abdullah Tchin che auspica invece in una maggiore collaborazione di tutte le forze politiche e religiose al fine di dar voce e spazi di preghiera agli oltre 5.000 cittadini di fede islamica residenti a Sesto e di Don Roberto D’Avanzo, il quale colpisce per la profondità dei suoi interventi, nello specifico, riprendendo le sacre scritture ed in particolare la figura di Abramo (siamo tutti figli di un unico padre) per cui è “difficile da comprendere ma vi è una effettiva fraternità tra le tre religioni”.
Sono intervenute nell’ordine: Miriam Camerini (voce ebraica), Robera Casoli (voce cristiana), Sara Amzi (voce musulmana). Le tre voci, con molta competenza hanno narrato, ad una numerosa platea, quanto è scritto nei testi sacri delle rispettive religioni. Nel mondo ebraico, la figura di Maria (Miriam per l’ebraismo) quale madre di Gesù, non è presente in modo diretto in nessuno dei testi ebraici se non quale sorella di Mosè a cui si ricollega un discorso molto ampio collegato alla maternità e alla vita del popolo ebraico durante il periodo di schiavitù in Egitto.
Nel mondo cristiano, ovviamente, Maria assume un ruolo fondamentale e questo è forse narrato più di tutti nel Vangelo di Luca. Maria con la sua coscienza e come madre di Gesù, permette a Dio di avvicinarsi all’uomo e di incarnarsi. Maria, sotto la croce è consapevole di consegnare il proprio figlio al Padre e all’umanità intera, affinché si salvi. La figura di Maria assume quindi un ruolo di purezza, sacrificio e fondante della religione cristiana. Analogalmente, questo ruolo di purezza, devozione, sofferenza assunto da Maria, lo ritroviamo anche nel Corano. Sara Amzil, stupisce, raccontando di come Maria assume un ruolo apicale nel Corano (sure) e di come venga citata con nome proprio oltre 20 (ad esempio il profeta Maometto, viene citato solamente due volte con nome proprio). L’importanza della figura di Maria nel Corano, si ritrova anche nella grandezza della madre di Maria e di come tutta la discendenza che ella genererà sarà sotto la protezione di Allah (Dio).
E’ importante notare come il dialogo e la conoscenza tra culture differenti non solo arricchisca vicendevolmente, ma permetta anche di conoscere aspetti comuni e consenta il superamento di preconcetti che non hanno ragione di esistere.

Stefano Nasrawi

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