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Verso il voto, al bando i falsi miti  

E una tattica ben conosciuta. Quando un partito, un movimento o una coalizione si trova in difficoltà al proprio interno per ricompattarsi cerca di inventarsi un nemico esterno. Per tutti gli anni 90 Berlusconi per tenere in piedi la sua coalizione agitava continuamente lo spauracchio di un pericolo “comunista” del tutto inesistente. Per lo stesso motivo oggi la sinistra radicale divisa al suo interno e a corto di idee e di proposte tenta di coprire la sua pochezza agitando un altrettanto inesistente pericolo “fascista”.
Ogni persona di buon senso non crede esista oggi in Italia il rischio del fascismo. Non si vedono manipoli di camicie nere pronte a una nuova marcia su Roma e nemmeno un signore minacciare di trasformare il Parlamento in un’aula sorda e grigia. Al massimo abbiamo sentito un signore tra l’altro “garante” di un movimento, paragonare il Parlamento ad una scatoletta di tonno, ma questo fa parte della tradizione comica del nostro paese. Per fortuna pare che la litania di Berlusconi sui “comunisti” sia finalmente finita. Non esiste nessuna possibilità di rinverdire il mito di un comunismo di stampo autoritario. Rifondaroli, rivoluzionari, centri sociali con il loro contorno di VIP (o presunti tali) rappresentano oggi solo se stessi. Esistono invece due pericoli assolutamente attuali, che finiscono per alimentarsi l’uno dell’altro. Esiste il pericolo, che si sta purtroppo incrementando, di una insofferenza o peggio ancora di razzismo verso gli immigrati, facendo di ogni erba un fascio sia che questi ultimi siano regolari o clandestini, lavoratori onesti o spacciatori. Esiste poi sul versante opposto il mito della società multirazziale, senza regole, come se l’incrocio di culture, tradizioni, religioni, interessi, non costituisse un delicato problema da affrontare seriamente. Come se non esistesse la necessità dell’individuazione di regole certe da far rispettare a tutti.
Si è visto uno squallido manichino raffigurante il ministro Minniti che penzolava da un ponte sul Tevere, opera di un gruppo di estremisti che lo equiparava ai fascisti. Si sono sentite e lette in post e messaggi frasi di solidarietà a Traini il delinquente di Macerata che ha sparato a un gruppo di extracomunitari. Sono queste due tendenze che apparentemente si combattono ma in realtà si alimentano l’un l’altra. Compito dei democratici è di combatterle entrambe.

Ciemme

 

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