Corte dei conti, PD e Coalizione civica chiedono chiarezza. Di Stefano: vicenda vecchia di 7 anni

Questa sera, martedì 30 gennaio, in consiglio comunale a Sesto San Giovanni il Gruppo del Pd chiederà che venga discussa l’interrogazione urgente depositata ieri, con la quale chiede al sindaco Roberto Di Stefano di riferire del fatto di aver taciuto che il prossimo 21 febbraio dovrà presentarsi davanti alla Corte dei Conti. “In quel giorno – si legge nella nota diffusa dal segretario cittadino PD Lombardo – Di Stefano dovrà rispondere all’accusa di avere incassato nel 2011-2012 circa 62 mila euro come amministratore delegato della Società pubblica Bic La Fucina quando era consigliere comunale di Forza Italia. Secondo l’accusa infatti, la legge finanziaria del 2007 proibisce espressamente a un amministratore locale di ricevere un compenso da una società nella quale partecipi anche il Comune dove è consigliere comunale”.
Il Pd prima della seduta del consiglio comunale, ha organizzato un presidio davanti al municipio per chiedere che il sindaco risponda in aula e chiarisca le ragioni del suo silenzio verso il Consiglio comunale e la città e se abbia invece a suo tempo informato la Giunta comunale.
In queste ore, a chiedere chiarezza è anche la Coalizione civica, alleata in giunta del primo cittadino. “Abbiamo appreso solo ieri dagli organi di stampa del rinvio a giudizio del Sindaco Di Stefano davanti alla Corte dei Conti per fatti del 2012 notificato allo stesso la scorsa estate; pur essendo garantisti non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro rammarico per avere appreso solo ora questi fatti”. Così si legge nella nota congiunta a firma del vicesindaco Gianpaolo Caponi, degli assessori Torresani e Tittaferrante, dei consiglieri Marco Lanzoni, Alessandra Aiosa, Sergio Valsecchi, Federico Pogliaghi, Mario Molteni, Gianmaria Vincelli e Gabriele Ghezzi. “Augurando, umanamente e politicamente parlando, a Roberto Di Stefano di riuscire a chiarire le proprie tesi nelle sedi giudiziarie, riteniamo opportuno che il Sindaco riferisca in aula quanto prima. La Coalizione Civica si è impegnata ed è stata determinante per il cambiamento e su questa strada intendiamo proseguire con il pieno rispetto dei nostri elettori e nell’interesse dell’intera città”.
Pronta la replica del sindaco Roberto Di Stefano che, attraverso una nota ufficiale, dichiara che si tratta di “una vicenda nota e vecchia che sta seguendo il relativo iter procedurale. Non ho condanne né indagini della procura. È un semplice iter della Corte dei Conti per una vicenda vecchia di 7 anni”. E aggiunge: “Ribadirò alla Corte dei Conti, con la massima tranquillità, quanto ho già sostenuto in passato, ovvero che ho agito secondo la legge e nell’assoluta trasparenza. Ancora una volta il Pd sempre più patetico, che non riesce a farsi una ragione della sconfitta di giugno, prova a gettar fango e fa processi alle intenzioni quando invece sta clamorosamente in silenzio su vicende gravi come il rinvio a giudizio del sindaco di Milano (quello sì davanti ad un tribunale) o lo scandalo delle banche o su tutte le anomalie che stanno uscendo in questi mesi che evidenziano gravi responsabilità delle precedenti amministrazioni al Comune di Sesto San Giovanni. I disperati del Pd, in caduta libera nei sondaggi nazionali e locali, cercano di infangarmi esattamente come fatto in campagna elettorale, con il risultato di uscire sconfitti, in maniera molto ampia, dal confronto. Se si riducono ad attaccarmi solo su una vicenda di 7 anni fa, tra l’altro ora solo perché si avvicinano le elezioni, vuol dire che stiamo lavorando bene, come tra l’altro è chiaro a tutti i cittadini sestesi”.

 

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