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FCA, scorporo Magneti Marelli in cda a febbraio

Lo scorporo di Magneti Marelli sarà discusso in cda a febbraio. La notizia l’ha data l’ad di Fca, Sergio Marchionne, rispondendo a un analista nella conference call con gli analisti sui conti del 2017. Per la gran parte degli ascoltatori, questa notizia potrà apparire assolutamente normale, non è così, invece, per gli oltre settemila sestesi che in Magneti Marelli hanno trascorso lunghi anni di lavoro. Va detto, in verità, che il processo di smantellamento di questo Gruppo Industriale della nostra città, ha avuto inizio ormai tanti anni addietro, ma ancora oggi, appare ugualmente una di quelle notizie che fa discutere e riportare al passato. La Magneti Marelli faceva parte di quel formidabile apparato industriale sestese, che dava lavoro a più di settemila dipendenti, solo sul nostro territorio.
Tanto per ricordare, nelle trafilerie dello Stabilimento C si producevano chilometri di cavi elettrici d’ogni tipo, così come presso lo Stabilimento B, si accavallavano cataste di accumulatori di ogni forma e capacità. A Crescenzago, invece, la Magneti produceva parti staccate e accessori per la FIAT Auto di Torino, mentre nello Stabilimento A di Viale Marelli di Sesto, si costruivano milioni di apparecchi Radio, che con le loro onde sonore, allietavano le ore libere delle famiglie italiane.
Nel 1961, proprio la produzione più eccellente dello Stabilimento A di Viale Marelli, settore Radio Professionale, che forniva già apparecchi rice-trasmittenti navali, apparecchiature Radio alle Forze Armate e alle Polizie locali, si fuse con l’americana Lenkurt S.p.A., per eccellere nel settore delle TLC, fornendo così a tutto il mondo, i suoi potenti Ponti Radio, aprendo la strada al mondo della televisione, con il suo leggendario collegamento Tv Milano Palermo per RAI1, irradiando le immagini dei Giochi Olimpici.
Nel 1963, l’azienda di Sesto San Giovanni, cambiò la sua ragione sociale, diventando GTE e poi Siemens. Presso il suo grande stabilimento di Cassina De Pecchi, prese il largo con i suoi 3800 dipendenti, acquisendo qualche anno dopo l’Autelco S.p.A. di via Bernina di Milano e costruendo un nuovo stabilimento al Sud (Marcianise/Caserta).
Oggi, di questo impero, un autentico miracolo economico, non rimane quasi niente: dovendo far fronte ai nuovi paesi emergenti, si è semplicemente volatilizzato!
Rimane comunque, la soddisfazione di essere stati capaci di tanto protagonismo, non certo fasullo, che successivamente, come già spiegato, ha dovuto arrendersi alle guerre commerciali dei nuovi paesi emergenti. Almeno, però, s’è fatto di tutto, perché a questa grande e operosa città, come Sesto San Giovanni, rimanesse una storia bellissima, che nessuno potrà mai disconoscere.

 

Mario Guerrisi

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