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Verso il 4 marzo: ma siamo proprio il paese dei balocchi?

Il primo articolo della costituzione degli Stati Uniti dice che ogni cittadino americano ha diritto al raggiungimento della felicità. Noi siamo più fortunati, la felicità non dobbiamo cercarcela dato che ci verrà regalata dai candidati premier alle prossime elezioni politiche. Basta fare la somma delle promesse fatte e pensando che siamo solo all’inizio possiamo immaginare quale sarà il seguito. Sperando di non annoiare i lettori ci permettiamo di fare un piccolo riassunto.
Matteo Salvini: Abolizione della legge Fornero (140 miliardi in cinque anni).
Silvio Berlusconi: pensioni minime senza tasse per tutti a mille euro al mese (costo 7 miliardi all’anno).
Luigi Di Maio: reddito di cittadinanza (il costo dipende dall’applicazione. Il calcolo minimo parla di 17 miliardi l’anno).
Matteo Renzi: abolizione del canone televisivo. Non si sa bene il costo, ma è lecito chiedersi “Perché non l’ha fatto quando era al governo invece di inserirlo in bolletta?”.
Pietro Grasso: abolizione delle tasse universitarie. Ora l’idea che il figlio del miliardario e il figlio dell’operaio vengano esentati allo stesso modo per una forza politica che si dice di sinistra non c’è male!
Non poteva mancare una proposta bipartisan. Se Pietro Grasso si è occupato degli adulti perché non pensare ai bambini? Ecco fatto! Giorgia Meloni (centrodestra) e Beatrice Lorenzin (centrosinistra) propongono all’unisono “asili gratis per tutti”.
Viene in mente nel famoso romanzo di Collodi l’episodio in cui il gatto e la volpe convincono Pinocchio a seppellire le poche monete d’oro in suo possesso perché da lì a loro dire sarebbe nato un grande albero pieno di monete d’oro. Pinocchio ci ha creduto. Speriamo non succeda anche il 4 marzo.

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