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Ritorno al proporzionale: un bel disastro!

Il ritorno al sistema proporzionale dopo anni di maggioritario sta creando non pochi problemi e una bella dose di confusione.
Basti pensare alla difficoltà del PD a mettere assieme una qualche forma di coalizione, nonostante un lavoro che dura da mesi. E’ singolare che proprio il partito che ha dato il nome ad una legge elettorale che favorisce le coalizioni si ritrovi sostanzialmente solo ad affrontare la prova elettorale. Non pensiamo infatti che Beatrice Lorenzin, il tandem Nencini Bonelli o una Emma Bonino ridotta a fare l’ospite di Bruno Tabacci possano dare un apporto di voti significativo al centro sinistra.
Altro fattore di confusione è la tensione crescente che segna i rapporti tra la Lega e Forza Italia, che pure, stando agli annunci, si dicono alleati per la riconquista del governo del Paese.
Si tratta quest’ultima di una pratica politica e di una strategia alla quale bisogna fare l’abitudine, perché, a differenza di quel che accadeva con il maggioritario, il sistema proporzionale spinge alla ricerca della conquista del voto ed allo scontro con il competitore più vicino e non più con quello più distante. Accadeva così negli anni della Prima Repubblica (soprattutto negli ultimi due decenni) dove, per fare un esempio, per il il Pci di Enrico Berlinguer l’avversario da battere, per non dire da distruggere, non era la Dc o la destra ma l’altro partito di sinistra, il Psi di Bettino Craxi.
Storia a sé è quella del Movimento Cinque Stelle. Si dichiara diverso da tutti gli altri partiti, ma a quanto pare la sua diversità consiste nel produrre una notevolissima quantità di pasticci. Ogni giorno ne fa uno nuovo: una volta è il cambio semiclandestino di regole e statuto, un’altra i tilt ed i sospetti che segnano ogni importante decisione via web, un’altra ancora l’oscuro meccanismo di selezione delle candidature. E visto che la campagna elettorale non è ancora nemmeno ufficialmente cominciata, ci domandiamo quanti altri pasticci combinerà il movimento di Beppe Grillo.
È anche per tutto questo che l’avvio della campagna elettorale sembra avvenire sotto il segno della più grande confusione. La fotografia che restituisce l’attuale stato di cose, insomma, è quella di un frenetico tutti contro tutti: e considerando il profilo della nuova legge elettorale, polemiche e confusione non potranno che aumentare.

Ciemme

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