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Personale ex CDD, Uil Fpl: diritti e norme si rispettano 

Dal sindacato UIL FPL Milano e Lombardia riceviamo e pubblichiamo

“Il giorno 15 novembre alle ore 10 all’incontro “politico” previsto in Prefettura, e motivo di sospensione del tentativo di conciliazione intrapreso, non è stato possibile trovare alcuna conclusione positiva alla vertenza sul personale ex CDD (centro diurno disabili di via Boccaccio, ndr).
Infatti pur riconoscendo “un problema giuridico”, l’Amministrazione comunale (a guida Roberto Di Stefano, ndr) avrebbe voluto trovare una “soluzione sindacale” che ammantasse di legittimità un’azione che nella sostanza non ce l’ha. In sintesi. A seguito di esternalizzazione dei CDD da parte della precedente Amministrazione (a guida Monica Chittò, ndr),  il personale lì operante fu ricollocato in altri servizi del Comune, carenti di personale, dopo aver sondato le loro attitudini e capacità professionali e personali ed avere proceduto alla loro formazione professionale.
Tutto ciò fu frutto di protocolli sindacali sottoscritti da Amministrazione comunale e OO.SS e recepite come parte integrante della convenzione con IPIS (tuttora vigente) e della delibera di C.C (tuttora vigente) che approvò l’esternalizzazione dei CDD a IPIS.
Adesso con quello che dal Segretario generale viene definito “un atto gestionale di sua spettanza” si vorrebbe rispostare quel personale all’interno degli asili nido a fare gli educatori (professione per la quale non hanno alcuna attitudine ne idoneità professionalità perché l’educatore professionale dei CDD ha una formazione prettamente “sanitaria/assistenziale” e quello dei nidi, invece, “educativa” con percorsi formativi completamente diversi).
Tutto ciò in pieno dispregio di atti sindacali vigenti (che, di fatto, verrebbero annullati) e di atti ufficiali pienamente vigenti – convenzione IPIS e delibera CC – (che, di fatto, verrebbero annullati), con buona pace delle norme vigenti, dei diritti dei lavoratori e, soprattutto, della qualità del Servizio dove vanno i piccoli utenti che hanno diritto alla migliore azione educativa possibile perché saranno il nostro futuro e non a quella che si ridurrebbe ad una nervosa azione di solo babysitteraggio.
Tutto questo è stato oggetto, visto che al tavolo di trattativa non si arrivava ad una conclusione, di tentativo di conciliazione davanti ad un soggetto terzo – Prefetto.
In quell’occasione il vice sindaco (Gianpaolo Caponi, ndr) aveva fatto intravedere la possibilità di ripensare, alla luce di tutto quanto sopra detto, a quanto già deciso, ma, invece, all’incontro previsto – cui non era presente – ciò non è avvenuto cercando appunto di trovare un accordo sindacale per superare i problemi giuridici.
Come sempre di fronte a questi problemi (che, tra l’altro, nessun accordo sindacale potrebbe superare) tutti (Cgil, Cisl, Uil, Csa, Diccap, Rsu) hanno risposto negativamente.
I diritti e le norme si rispettano. Su loro non si media. Il problema è che quando si va in Tribunale i lavoratori e le parti sindacali pagano di tasca loro, le amministrazioni pubbliche con i bilanci”.

UIL FPL Milano e Lombardia
Marisa Pasina

 

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