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Sinistra Alternativa critica i primi cento giorni di giunta Di Stefano

Da Sinistra Alternativa riceviamo e pubblichiamo
Cosa è cambiato a Sesto dopo i primi mesi della Giunta Caponi-Di Stefano?
Lavoro: la Giunta ha tagliato le premialità previste per i dipendenti comunali in forma di salario integrativo a fronte del raggiungimento degli obiettivi previsti. Una scelta davvero odiosa a fronte di un lavoro che è già stato svolto e di un contratto nazionale bloccato da ben 8 anni!
Il Sindaco ha però assunto i suoi “amici” in ruoli per cui esistevano già tra i dipendenti comunali i profili professionali richiesti. Così si usano i soldi di tutti per stipendiare i soliti portaborse della politica. Ops… scusate: adesso si chiamano esperti in comunicazione.
Lavoro e nidi comunali 1: l’assessora al bilancio ha sostenuto che sono un costo eccessivo. E’ il preannuncio di future privatizzazioni?
Lavoro e nidi comunali 2: intanto sono state bloccate le assunzioni di nuove educatrici per il 2018 perché si pensa di sostituirle con i lavoratori ex-Centro Disabili, assolutamente non formati per il nuovo ruolo. Il tutto a scapito della qualità del servizio e ad incremento della disoccupazione giovanile che ha superato il 35%!
Diritto alla casa: sono partite le nuove assegnazioni dei 46 nuovi appartamenti di via Catania. A beneficiarne saranno giovani coppie, famiglie con disabili, anziani e forze dell’ordine. E le decine di famiglie di sfrattati? Per loro, solo la strada. Ma dov’è finito quel Roberto Di Stefano che portava i pacchi-dono alle famiglie degli occupanti la Casa Rossa Rossa di via Sacco e Vanzetti? O la versione Babbo Natale valeva solo per la campagna elettorale?
Servizi per l’infanzia: hanno provato a smantellare Piccoli&Grandi. Non essendoci riusciti per la mobilitazione delle famiglie, hanno deciso di svuotarlo aumentandone il costo per i cittadini. Risultato: le iscrizioni sono vistosamente calate. Anticamera della chiusura?
Parità di genere: il Comune è uscito dalla Reta Re.a.dy. che promuove politiche di inclusione per le persone LGBT e ha aderito all’associazione dei Comuni Amici della Famiglia (tradizionale, naturalmente). A breve si attende l’organizzazione di un tour Fatima-Lourdes-Medjugorie in occasione del Pride.
Sicurezza: E’ arrivato l’esercito e nelle ultime settimane si registrano in città ben due sparatorie. A dimostrazione che la presenza militare è perfettamente inutile.
Libertà civile e dialogo interculturale: Il sindaco ha bloccato il progetto per il nuovo Centro Islamico dando ad intendere (falsamente) che verrebbe realizzato con fondi pubblici. In realtà, sa benissimo che siamo ancora in uno Stato laico e sovrano, per cui i costi per realizzare l’edificio sono a totale carico della comunità islamica. Risultato del blocco: oggi migliaia di cittadini di fede islamica non hanno un luogo pubblico in cui pregare. Si nega così la libertà di culto sancita dalla Costituzione unicamente per fare della becera propaganda politica a sfondo razzista.
Antifascismo 1: Museo Cervi: il Comune non aderisce più alla prestigiosa istituzione che da decenni lavora per la memoria antifascista e la storia della Resistenza. Davvero un bel modo di onorare le centinaia di caduti sestesi per i quali la città è stata fregiata della Medaglia d’oro della Resistenza!
Antifascismo 2: il Sindaco ha negato la presenza del gonfalone comunale alla cerimonia al Monumento al Deportato al Parco Nord dopo il grave atto vandalico di stampo neofascista che lo ha deturpato. Insomma, anche per i deportati nessuna forma di rispetto.
Per questi 10 buoni motivi crediamo sia giunta l’ora di sbarazzarsi di questa Destra per aprire una nuova stagione di lotte sociali e di partecipazione popolare!


Sinistra Alternativa – Sesto San Giovanni 

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