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Bruno Russo (il primo da sinistra), durante un corteo

A Bresso il funerale di Bruno Russo, ex lavoratore Breda fucine

E’ scomparso all’età di 63 anni Bruno Russo, ex lavoratore della Breda Fucine di Sesto San Giovanni. Di seguito l’accorato ricordo dei compagni del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, con cui Bruno ha condiviso anni di lotta per promuovere i diritti dei lavoratori esposti all’amianto sul lavoro. I funerali si terrà martedì 14 novembre alle 10.30 alla chiesa parrocchiale Madonna della Misericordia di Bresso. 

“L’amianto, le sostanze cancerogene, la ricerca del massimo profitto e la mancanza di sicurezza sul lavoro hanno ucciso un altro operaio. Russo Bruno, ex lavoratore della Breda Fucine di Sesto San Giovanni, ci ha lasciato a 63 anni.
Operaio della Breda, per anni è stato costretto a lavorare con l’amianto e altre sostanze cancerogene senza essere informato dei pericoli derivanti dall’esposizione della fibra killer. Dopo la Breda, era andato a lavorare in una zincatura. Così, dopo aver respirato per oltre un decennio amianto, ha respirato anche i fumi e le sostanze cancerogene sprigionatesi dagli acidi del lavoro in zincatura.
Bruno, dopo aver vinto una causa contro l’INPS e essersi visto riconoscere l’esposizione all’amianto anche dal Tribunale del Lavoro, era andato in pensione due anni fa, dopo 42 anni e 10 mesi di lavoro. Appena in pensione, ha cominciato ad accusare vari disturbi e dolori; poi è arrivata la diagnosi: un tumore. Dopo pesanti cicli di chemioterapia, da luglio 2017 i medici gli avevano sospeso ogni cura, dandogli pochi mesi di vita.
Bruno, membro del Comitato da tanti anni, ha partecipato insieme a noi a molte iniziative di lotta contro l’INAIL e l’INPS che negavano i diritti dei lavoratori esposti e malati.
Bruno, anche se già malato, era presente recentemente anche alle lotte per ottenere giustizia nei Tribunali per i nostri compagni malati e uccisi dall’amianto, per rivendicare una giustizia ripetutamente negata dal tribunale penale di Milano, che continua ad assolvere gli assassini, concedendogli l’impunità.
L’amianto, le sostanze cancerogene, la ricerca del massimo profitto e la mancanza di sicurezza sul lavoro hanno ucciso un altro operaio, e di amianto si continua ad ammalarsi e a morire nell’indifferenza e nel silenzio delle istituzioni.
Ciao Bruno. che la terra ti sia lieve”.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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