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Insulti a Anna Frank allo stadio, la riflessione di un lettore

Riceviamo e pubblichiamo
Lotito per riparare all’affronto di una parte della tifoseria laziale che ha irriso Anna Frank e la comunità ebraica “mondiale” ha dato l’annuncio che d’ora in avanti porterà annualmente 200 giovani tifosi ad Auschwitz, presumo perché forse così si educheranno a rispettare gli altri. Beh, detto da educatore (insegno ad una Ragioneria), l’idea  mi sembra buona perché la violenza verbale e ideologica nei nostri stadi da tempo ha superato il limite e pertanto coinvolgere i ragazzi perché abbiano un “altro” approccio allo sport è idea davvero ottima!
E non mi importa che l’iniziativa lotitiana sappia di ipocrisia, lo so; da decenni le società di calcio (e non solo!) tollerano certe frange di tifosi che definire delinquenti è poco: alcuni si drogano e bevono di brutto. Di quelli che ne facciamo? Ne mandiamo 200 l’anno a disintossicarsi? Ma va bene! purché si imbrocchi la strada di un’attenzione all’educazione dei giovani “SPORTIVI”(sic!).
Ho visto e sentito con queste orecchie genitori dagli spalti aizzare i propri figli iscritti nelle società di calcio per giovanissimi urlare: “Spaccagli le gambe! Devi esser cattivo! Picchia duro! Non fare la mammoletta!”. Tuttavia la notizia ovvero che si sia usata l’immagine di Anna Frank vestita da romanista deve far pensare: andando oltre  la retorica insita nell’intervento di Mattarella o di Minniti (assicuremo alla giustizia i responsabili…) che per certi versi sono risibili e sanno di rituale, la questione è  che se in certi ambienti (stadi, discoteche, politica, religione, immigrati, famiglie in cui siano in atto separazioni e divorzio …) si riversano fiumi di odio verso l’altro, se esiste  la possibilità stessa che il cuore delle persone, quindi il cuore umano possa covare e coltivare odio verso l’altro, verso gli altri… è perché padri (leggi testimoni!) non ce ne sono cioè chi detti o suggerisca ideali e passioni per cui spendersi sono rari.
Alla faccia dell’Italia col primato mondiale di nazione con ben 4 milioni di  iscritti al volontariato!
Per finire mi auguro che Lotito che porterà i giovani ad Auschwitz si affidi a guide che pur di far vedere “l’odio” dei nazisti verso l’intera umanità (imperfetta: disabili, obiettori, credenti ebrei e no…) non facciano odiare a loro volta e ancora di più CHI fa  il male. Mi auguro che ANCHE altri presidenti di ben altre società di calcio (forse messe peggio!), non solo Lotito, prendano iniziative che allarghino la mente faziosa dei loro giovani (!) tifosi. Che  si faccia vedere non solo l’orrore ma di più, molto di più, moltissimo di più gli esempi di uomini che nei lager hanno sacrificato la loro vita dicendo NO all’odio come Edith Stein, Etty Illesum, Maximilian Kolbe. Che non capiti che per per far vedere la cattiveria dei nazisti non si acuisca l’odio, ancora odio per chi la pensa diversamente. Che ci si ricordi degli  antichi “padri” (Agostino ecc.)  di questo  sconnesso e pur nostro mondo occidentale i quali hanno lasciato scritto detto e fatto: bisogna odiare  il male, “il peccato”, ma non il peccatore che lo fa!
Visto che certi esseri umani hanno un odio da spendere,  che i tifosi di Lotito non passino dall’odio verso i romanisti e verso gli ebrei  all’odio per altri soggetti.

Pippo Emmolo

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