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Presentato a Sesto il progetto di Controllo di vicinato

Presentato giovedì 19 ottobre, presso la Villa Visconti d’Aragona di Sesto San Giovanni, il progetto di
avviamento del controllo di vicinato, deliberato dalla giunta comunale.
Nato negli ’60 in Usa e poi giunto in Italia verso il 2010, il controllo di vicinato è strumento di avvicinamento tra i cittadini al fine di promuovere un processo di sicurezza all’interno di stabili e o quartieri. Il meccanismo è molto semplice e chiunque può aderirvi, segnalando il proprio interesse ad un soggetto promotore e/o portavoce. Una volta formatosi il gruppo che può utilizzare diversi canali di comunicazioni, come ad esempio le chat di whatsapp; gli aderenti al gruppo che nella maggioranza dei casi sono privati cittadini o commercianti, si impegnano a segnalarsi eventuali personaggi o situazioni sospette che potrebbero causare problemi alla sicurezza comune. Il
portavoce del gruppo sparge l’eventuale notizia di pericolosità anche ai referenti di altri gruppi con
cui è in contatto.
Attivo in Italia in oltre 500 Comuni, il controllo di vicinato è stato presentato come un grande successo sia dall’Amministrazione comunale che dai promotori dell’iniziativa. Presenti all’evento oltre al Vice Sindaco Gianpaolo Caponi, anche l’Assessore alla Sicurezza Claudio D’Amico ed il comandante dei vigili di Sesto Pietro Curcio, che ha più volte ribadito il suo apprezzamento per l’iniziativa e che in futuro tutte le attività del Controllo Di Vicinato avranno un collegamento diretto con la Polizia Locale.
Erano presenti all’incontro Paolo Rosellini e Ghislaine Ravelli dell’associazione Sesto nel Cuore, creatori e responsabili dei gruppi Whatsapp e del progetto difesa donne e anziani di Sesto, e Gianfrancesco Caccia, referente nazionale dell’associazione Controllo del Vicinato.
Diversi, infine, i temi che andrebbero approfonditi, sul senso di questa iniziativa. L’Assessore D’Amico ha infatti più volte ribadito l’insicurezza percepita a Sesto e l’impossibilità economica per l’amministrazione di procedere a nuove assunzioni di personale attivo nella sicurezza. Con il controllo di vicinato sarebbero i cittadini, gratuitamente, ad offrire un primo occhio vigile sul proprio quartiere. Quanto però è reale questa insicurezza? Quanto le politiche integrative, commerciali e urbanistiche possono influire su una maggiore presenza di cittadini per strada che
potrebbero, senza organizzarsi in questi gruppi, essere controllori del proprio territorio?

Stefano Nasrawi

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