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Stop alla moschea, le reazioni dell’opposizione

 

Continua ad alimentare il dibattito politico lo stop al centro culturale islamico di via Luini, sancito nell’ultima seduta di consiglio comunale dalla maggioranza. “Nel consiglio uno degli esponenti della maggioranza se ne è uscito dicendo qualcosa che più o meno intendeva “non importa se la legge è stata fatta dopo ed è stata fatta apposta, mò ce l’abbiamo e ce la teniamo”. Parlava della Legge regionale riguardo i luoghi di culto, una Legge regionale studiata ad arte per, sembra proprio il caso di dirlo, togliere la terra sotto i piedi, in particolare, alla comunità islamica sestese”. Così Michele Foggetta (Sinistra italiana). “Per altro una legge nata dopo gli accordi presi e una legge che, da nessuna parte sta scritto, non è retroattiva e quindi non vale per il caso in esame anche se l’assessore Lamiranda finge non sia così. Ci piace rispondere a questa un po’ povera affermazione volgendo lo sguardo a 2 momenti del nostro passato non troppo remoto. Il primo ci riporta a quando negli anni 70 era Presidente un ex Partigiano che non aveva paura a dire “Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre”. Bene, è per questo principio, caro consigliere, che riteniamo che se una legge è sbagliata un’amministrazione (è ancora di più la sua parte civica) deve avere il coraggio di andarle contro per andare, invece, incontro al Bene Comune della propria cittadinanza. Con l’altro sguardo poi guardiamo un po’ più indietro alla promulgazione delle Leggi Razziali, Leggi che uomini e donne aventi la nostra stessa tradizione politica (non partitica, politica) hanno orgogliosamente non rispettato”.
Parla di un provvedimento divisivo e inopportuno Stefania Di Pietro, capogruppo Lista Civica “Insieme con Monica Chittò” e Presidente Associazione “Sesto al Primo Posto”. «Un provvedimento che in nome della formalità giuridica crea un vulnus insanabile all’interno della comunità sestese, privando di fatto i nostri concittadini di fede islamica della possibilità di riunirsi pubblicamente in preghiera e negando un diritto sancito dall’articolo 19 della Carta Costituzionale. Determinante il voto del Polo Civico che, con la schiena dritta (come dichiarato dalla consigliera Aioisa) e senza il minimo tentennamento, ha avvallato una decisione politica scellerata, trincerandosi dietro il tecnicismo di una delibera formalmente corretta dal punto di vista giuridico, ma che lasciava aperta la possibilità di una soluzione differente. Invero nel corpo della stessa delibera si dice espressamente che si sarebbe potuto applicare, a fronte delle riconosciute inadempienze della Comunità Islamica, una sanzione pecuniaria, che avrebbe consentito di rivedere i termini della convenzione garantendo la continuità di un dialogo volto a garantire il rispetto delle regole e, al contempo, il diritto di preghiera per i concittadini di fede musulmana. Possibilità che era stata espressamente esplicitata dall’Assessore Lamiranda anche in occasione della Commissione Consiliare ma che non è stata ritenuta sufficientemente risarcitoria. Siamo profondamente rammaricati dal fatto che non vi sia stata la minima apertura verso questa possibilità soprattutto da parte del Polo Civico».

 

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Un commento

  1. sinigagliesegiuseppe

    Egragio sig. Foggetta
    anchio ho un ottimo ricordo del Presidente Pertini (visto che Lei evita di fare il Suo nome) e che ho ammirato per le Sue (si fa per dire) esternazioni, Lei cita il suddetto: Quando un Governo non fa ciò che il popolo vuole vuole, va cacciato con bastoni e pietre.
    Questa dichiarazione doveva valere anche per la vecchia Amministrazione sestese e stendiamo un velo pietoso sul Governo Italiano, del quale credo Lei come Sinistra Italiana fa parte.
    La nuova amministrazione è stat eletta DEMOCRATICAMENTE (e se mi permette anche da molte persone dei partiti di sinistra) quindi ha tutto il diritto di procedere a governare e ad applicare le Leggi in essere.
    Quindi le Sue lamentele sono come l’acqua che scorre, non lasciano traccia.
    I responsabili della Moschea hanno tutto il diritto di controbattere la decisione del Comune come e quando, ma con le Leggi Italiane.
    Vi ringrazio per l’ospitalità.
    Cordiali saluti
    Giuseppe Sinigagliese
    ore 17.00 Harbin/Cina

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