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Consiglio comunale, la maggioranza sancisce lo stop alla moschea in via Luini

Seduta di consiglio comunale “fiume” ieri sera per stabilire la cancellazione dell’accordo di concessione dei diritti di superficie in via Luini alla Comunità islamica locale per la costruzione del grande centro islamico da 2400 mq. Nel corso della seduta – proseguita fin quasi alle tre del mattino – la maggioranza ha votato la cancellazione dell’accordo di concessione, a causa di inadempienze legate al mancato rispetto del cronoprogramma: la comunità islamica non avrebbe versato 320 mila euro previsti dall’accordo e avrebbe accumulato ritardo nel completamento delle bonifiche previste.
Diventa così ufficiale lo stop alla moschea al Restellone, cavallo di battaglia della campagna elettorale del sindaco Di Stefano, e della coalizione di centrodestra. Con questa decisione, di fatto, la comunità islamica sestese – oltre 1800 persone – resta senza più un luogo in cui riunirsi per pregare. Una decisione fortemente stigmatizzata dal centrosinistra e del vice presidente vicario al consiglio comunale Loredana Pastorino (PD) che commenta così:  “In Consiglio comunale si è consumata una pagina triste della storia democratica di Sesto. Il Centro culturale islamico dopo aver speso tempo, denaro (1 milione di euro) e aspettative si vede revocare la concessione del diritto di superficie dell’area di via Luini per inadempienze legate al mancato rispetto del cronoprogramma. Mi sorge un dubbio? Premesso che siamo tutti per la legalità ma l’attuale Amministrazione Comunale utilizzerà le stesse modalità d’intervento qualora l’interlocutore fosse un imprenditore o un costruttore disposto ad investire sul nostro territorio? Teniamo conto che la Comunità Islamica ha dovuto affrontare negli anni un lungo e tortuoso percorso che ha portato i propri fedeli ad utilizzare prima la struttura di via Tasso per passare a quella di via Vittorio Veneto per arrivare alla struttura provvisoria di via Luini in attesa del Centro Culturale Islamico permanente”.
Parlano di una triste pagina per la nostra città Roberta Perego e Marco Esposito, rispettivamente capogruppo e segretario cittadino PD: “Alla comunità islamica di Sesto è stato negato un fondamentale diritto costituzionale: quello di avere un luogo di culto. Di fronte alla scelta tra applicare una sanzione pecuniaria o decretare la decadenza, la Giunta ha scelto deliberatamente questa seconda strada senza nemmeno fare il dovuto passaggio politico nella commissione preposta. Tale decisione non ha nulla di tecnico, ma la dice lunga sulla linea politica di questa Amministrazione che, nonostante l’odg presentato da grande parte della minoranza, ha arbitrariamente scelto di scartare la sanzione pecuniaria perché ” irrisoria”. La verità è che l’attuale Amministrazione con questo provvedimento intende negare il diritto di culto sancito dalla Costituzione, confermandosi come portatrice di valori non inclusivi e garantisti dei diritti non solo costituzionali ma universali. A questa Amministrazione chiediamo  di chiarire, altresì,  quale sarà  il futuro dell’area di Via Luini, visto che verrà a mancare il progetto di riqualificazione connesso all’edificazione del Centro culturale islamico che interessava anche le aree ad esso limitrofe”.
Critici anche M5S e Lista popolare X Sesto: “I consiglieri comunali di Lista Popolare X Sesto e Movimento Cinque Stelle, pur condividendo le motivazioni di carattere giuridico che hanno decretato la revoca della convenzione, hanno espresso un voto di astensione – dichiarano i consiglieri Vincenzo Di Cristo e Alessandro Piano dichiarano -, preoccupati soprattutto dalla necessità di assicurare un luogo di culto alla comunità islamica attraverso un percorso condiviso con l’Amministrazione Comunale. A differenza della posizione espressa dal PD e dalla Lista Chittò, i nostri gruppi hanno espresso la volontà di ridiscutere il progetto senza tuttavia trovare ascolto da parte della maggioranza. Abbiamo quindi promosso un ordine del giorno per ricucire lo strappo consumato con una parte della città e per aprire un confronto tra l’Amministrazione e la Comunità Islamica per individuare luoghi nei quali sia almeno possibile garantire la continuità del diritto di preghiera il venerdì. La maggioranza ha bocciato la nostra proposta ritenendola fuori legge. Non abbiamo parole per descrivere il voto espresso da Lega Nord, Forza Italia e Coalizione civica. Purtroppo nell’azione amministrativa della Giunta Di Stefano continua a prevalere la logica della propaganda rispetto all’equilibrio e al senso di responsabilità che sarebbero invece necessari per governare questioni complesse che riguardano diritti e libertà fondamentali”.
Nel corso della seduta di consiglio è stato approvato un ordine del giorno della coalizione civica, fatto proprio dal sindaco Di Stefano, che invita l’amministrazione a promuovere la predisposizione del piano per le  attrezzature religiose, anche in ambito sovracomunale, all’interno della procedura di variazione del PGT;  ad attivare un tavolo istituzionale di confronto volto ad individuare eventuali zone/aree  nell’ambito comunale e/o sovracomunale da destinare alla realizzazione di attrezzature di  interesse comune a servizi religiosi; a verificare, nelle more della procedura di avvio, adozione e successiva approvazione del  nuovo PGT, la predisposizione di atti tecnici e amministrativi, in via cautelare e conservativa, per la fase intermedia.  “Esprimo soddisfazione – spiega il sindaco – per il voto del consiglio che ha portato alla risoluzione della convenzione. Desidero ringraziare la maggioranza che mi sostiene per la condivisione della delibera, pur nella differenza delle sensibilità sul tema. E’ un momento importante – aggiunge Di Stefano – che archivia definitivamente il progetto di costruzione della più grande moschea del Nord Italia. I gravi inadempimenti del centro islamico locale non si potevano più nascondere. Il dialogo con la comunità islamica resta aperto e intendiamo nelle prossime settimane portare avanti un tavolo interreligioso con tutte le realtà religiose del territorio ”.
“E’ il momento conclusivo – dichiara l’assessore all’urbanistica Antonio Lamiranda – dell’iter amministrativo avviato fin da luglio 2017 allorquando dichiarammo decaduto il Centro Islamico dal permesso di costruire. Il rispetto delle leggi è prioritario. Applicarle a chiunque anche. Adesso, sempre nel rispetto della legge, individueremo l’eventuale area da destinare a luogo di culto, i limiti di capienza, le dimensioni massime. Questo non significa che in quell’area sorgerà necessariamente una moschea potendo partecipare al bando qualunque ente religioso oltre alla comunità musulmana. Non ci saranno corsie preferenziali per nessuno come invece accaduto in precedenza”.

 

 

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Un commento

  1. sinigagliesegiuseppe

    Buongiorno,
    eccolli, gli avvocati dellle cause perse, cominciano ad accusare la nuova amministrazione di non “garantire il diritto di culto sancito dalla costituzione”, che avrebbero potuto applicare una sanzione pecunaria etc, che i responsabili della nuova Moschea hanno speso tanti soldi, che le spese dei lavori per le bonifiche sono aumentate e che per il ritardato pagamento di soli 320mila euro da versare si cancella un accordo di concessione.
    Egregi Signori del PD
    passatevi una mano sulla coscienza, in tutto questo tempo perchè non avete pressato più da vicino e insistito per la conclusione di questa Moschea, invece di promettere sulla VOSTRA parola che non c’era problema per il pagamento?
    Certamente eravate così sicuri di vincere le elezioni … e siete rimasti con un pugno di mosche.
    Quindi la nuova amministrazioen sta mettendo in atto quanto promesso, con il beneplacito dei cittadini.
    I responsabili della comunità Islamica se la prendano con coloro con cui hanno trattato fino a quattro mesi fa.
    Grazie per l’ospitalità
    Giuseppe Sinigagliese
    Harbin/Cina

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