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La doppia tela del ragno, in libreria il nuovo romanzo di Roberto Pegorini

Roberto Pegorini

Cromia di copertina… Noir come il genere del libro, giallo come la trama che sottende. Nero come l’animo tetro dell’assassino che ci fa cadere nel buio profondo di una cruente efferatezza, giallo come l’illuminante soluzione del caso. Nero come il lato oscuro di ognuno di noi fatto di negatività e travagliati contrasti psico-emotivi, giallo come il portarli alla luce, affrontarli e risolverli.
Ma c’è una zona di grigio, di penombra, che è presa di coscienza nell’attenta analisi dei pezzi che ricompongono il puzzle dell’enigma. I silenzi, per arrivare ad urlare la verità intima e fattuale. Gli sguardi attenti ai dettagli, per poter squarciare la cecità introspettiva degli occhi delle vittime che guardano il nulla. Sarà un caso che la prima sia una prostituta,”una lucciola”, come, per estensione, l’insetto che illumina gli ultimi segmenti dell’addome, brillando nelle caliginose notti estive?

La copertina del libro

Così come ancora bruciante per il fendente ricevuto tempo addietro è l’addome del protagonista Fabio, giornalista di cronaca nera, una cicatrice ancora sanguinante che potrà ricucire solo se deciderà di ributtarsi nella mischia sulle orme del killer seriale: scappare da sé non serve! Ma affrontare la partita, in un gioco di forti opposizioni, di piani intersecantisi: l’omicida, il male tenebroso; coloro che gli danno la caccia, i piccoli eroi anonimi del quotidiano; i lettori, coraggiosi analisti della trama e di loro stessi!
In una grigia,”pallida e malaticcia” Milano notturna, triste e misteriosa, a sua volta “personaggio”, che vive di luci ed ombre, di quel chiaroscuro da ripulire e ritinteggiare, protesa verso l’accecante doratura dell’eterna Madonnina. Tante formichine che si muovono convulsamente ma secondo un disegno preciso, quello della circolarità della tela del ragno. Che è l’assassino, che la tesse con meticolosa precisione per catturare le sue prede e trascinarle nell’abisso. Ma che è anche l’io sommerso che lavora dentro ciascuno, tracciando gli intricati labirinti della mente e del cuore.
Una duplice tela, che si può distruggere con una manata, ma poi si riforma. O si può ripercorrere a ritroso, seguendone le linee precise, per arrivare al suo nucleo pulsante e chiudere il cerchio iridescente: trovare il killer e ritrovare il proprio io autentico.
“La doppia tela del ragno” è il sequel del già avvincente “Cuore Apolide”, nato un pò inaspettatamente anche per l’autore, leggendo tra le righe l’invito semi-esplicito dei lettori. Scoop di agenzia: ci sarà un terzo episodio. Il “rebus” si complica, l’indagine si allontana dalle conosciute natie mura milanesi per approdare in terra marchigiana: ma non sveliamo di più…Allora buon lavoro a Roberto, a tra due anni circa!
E grazie ad un amico che sa sempre regalare e regalarmi intense emozioni!

Ombretta Di Pietro

(Il libro di Roberto Pegorini “La doppia tela del ragno” è stato presentato sabato 7 ottobre c/o la libreria Presenza su iniziativa dell’Associazione Liber015, pag. FB “Associazione Liber015; info@liber015.it)  

 

 

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