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Ma cos’è questo DEF?

In questi ultimi tempi nelle discussioni parlamentari e nelle polemiche tra i partiti la parola più citata è stata “DEF”. Pensiamo sia utile cercare di capire di che cosa si tratta. Il DEF (acronimo di Documento di Economia e Finanza) è il principale strumento con cui in Italia si programmano l’economia e la finanza pubblica e questo  interessa direttamente i cittadini perché, in pratica, anticipa norme e decreti che verranno approvati  nei prossimi mesi.
Il DEF è stato istituito nel 2011 dall’allora governo Berlusconi. Alla base di quella strumento c’era la necessità di adeguare la programmazione degli obiettivi economici e finanziari alla normativa europea per quanto riguarda tempi di presentazione e procedure. Infatti proprio nel 2011 il DEF è stato eccezionalmente anticipato alla prima metà dell’anno per coordinarsi meglio con le procedure di bilancio degli altri stati membri dell’Unione Europea.
Il DEF si occupa della programmazione con durata almeno triennale: definisce gli obiettivi della finanza pubblica, aggiorna le previsioni ed espone gli interventi necessari per raggiungere gli obbiettivi in programma. Il DEF ha cambiato nome diverse volte. Esiste con altri nomi fin dal 1988.
Ogni anno il DEF viene prima deciso dal governo e poi presentato al Parlamento per l’approvazione. C’è però un passaggio intermedio: il Documento deve essere presentato e ottenere il via libera anche dal Parlamento Europeo. Dato che si tratta di un testo programmatico non ha comunque forza di legge e per questo le misure illustrate nel DEF sono state spesso ritoccate e modificate, a volte anche in modo molto significativo. Il documento è composto da tre parti: una curata dal dipartimento del Tesoro;  una, più analitica, che fotografa la situazione attuale  a cura della Ragioneria generale dello Stato ed una sulle riforme, concordata dal dipartimento del Tesoro con quello delle Politiche comunitarie. Quest’ultimo contributo è importante perché il DEF serve soprattutto a indicare ai partner commerciali dell’Italia, ai suoi creditori sul mercato e all’Unione Europea quali sono le sue prospettive a breve e medio termine.
Per chi volesse approfondire l’argomento sul sito del Dipartimento del Tesoro c’è l’elenco dettagliato dei punti affrontati nelle singole aree del Documento di Economia e Finanza (DEF) recentemente approvato dal parlamento.

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