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Continua il dibattito sull’uscita del Comune di Sesto dalla Rete Ready

Una settimana fa l’annuncio da parte del Comune di Sesto San Giovanni dell’uscita dalla Rete Ready, la rete delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni di genere, in questi giorni le prime dichiarazioni della politica locale. “Le ultime affermazione dell’assessore alle pari opportunità Angela Tittaferrante in merito al ritiro dell’adesione di Sesto alla rete Ready, dimostrano quanto l’attuale giunta non agisca in difesa dei diritti di tutte e tutti quanto invece in nome di un’idea confessionale e discriminatoria della comunità – commentano Monica Zaccarini, ex presidente del Comitato Pari opportunità, Art. 1 MDP, Giò Pietra, ex consigliera comunale e referente Rete Ready, La Fabbrica della città, Annamaria Antoniolli, ex consigliera comunale, PD e Rita Innocenti, ex assessora alle Pari opportunità, La Fabbrica della città -. Forse Tittaferrante non ha ben presente la differenza tra verità di fede, e adesione a una religione, e lo stato di diritto che per definizione deve governare in maniera laica su cittadini e cittadine, lasciando a ciascuno libertà e autodeterminazione.  Così l’assessore cita gli articoli della costituzione (peraltro neppure in forma corretta) come se fossero dogmi, per definizione non soggetti a interpretazione. Le leggi, compresa quella fondamentale, nascono da precisi contesti storici e prendono atto della situazione in cui le persone vivono in quel momento, situazione che può invece mutare ed evolversi. E comunque quando la Costituzione parla di famiglia la definisce società naturale nel senso della naturale socievolezza degli esseri umani che, come sappiamo bene, non vogliono trascorrere la loro vita da soli. Così la famiglia resta fondamento della società anche se la sua forma o la sua articolazione possono mutare, come d’altronde sono sempre mutate nei secoli. Famiglie sono oggi l’unione di due conviventi, quella in cui è presente un solo genitore, quella omosessuale, quella allargata dopo il divorzio, quella composta da genitori non sposati con figli, come nel caso di alcuni attuali componenti della Giunta.  L’assessore Tittaferrante vuole tutelare tutte le famiglie di Sesto, come dice essere suo compito di buon amministratore, o solo quelle che rientrano nella sua visione ideologica del mondo? Diciamo questo perché l’assessore ha scritto che “altre forme di aggregazione e di associazione, non possono essere paragonate alla famiglia naturale” e giustificato in questo modo l’uscita dalla rete Ready. Infatti se la volontà fosse quella di tutelare i diritti di tutte le famiglie, l’adesione del Comune alla Rete dei Comuni Amici della famiglia (AFI), non sarebbe stata in contraddizione con la permanenza nella rete Ready. Forti di questa convinzione, intendiamo continuare nei prossimi anni a lavorare per i diritti di tutti e tutte e contro l’omotransfobia, insieme alla rete istituita sul territorio con tanti soggetti durante la giunta Chittò. Perché come scriveva Michel de Montaigne nel 1588, in realtà “noi chiamiamo contro natura ciò che avviene contro la consuetudine. Nulla di ciò che esiste può essere contro natura, qualunque cosa sia. Che la ragione naturale e universale cacci da noi l’errore e lo stupore che le novità ci portano.”

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