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Ma che cos’è questo ius soli?

“Ius sanguini” “ius soli” “ius culturae” a quanto pare i nostri politici nella spasmodica ricerca di mezzi per non far capire ai cittadini di che cosa si sta parlando, dopo averci inflazionato di termini inglesi pare si stiano orientando sul latino anzi il “latinorum” come disse Renzo all’Azzaccagarbugli nel famoso romanzo di Alessandro Manzoni.
L’ultima legge sulla cittadinanza prevede un unico modo di riconoscimento immediato chiamato ius sanguinis (dal latino, “diritto di sangue”): un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano.
E’ questo ad esempio il caso dell’ex milanista El Shaarawy. C’è attualmente un altro modo: un bambino nato da genitori stranieri, anche se partorito sul territorio italiano, può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e solo se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”.
Questa legge è da molti considerata ingiusta in quanto esclude per diversi anni dalla cittadinanza e dai suoi benefici decine di migliaia di bambini nati e cresciuti in Italia, ed inoltre lega la loro condizioni a quella dei genitori il cui permesso di soggiorno nel frattempo può scadere costringendo tutta la famiglia a lasciare l’Italia.
Per superare quest’ultima incongruenza la nuova legge in discussione introduce due nuovi criteri per ottenere la cittadinanza prima dei 18 anni: si chiamano ius soli (“diritto legato al territorio”) e  ius culturae (“diritto legato all’istruzione”).
Per ius soli  non si intende quello puro in voga negli Stati Uniti che prevede automaticamente la cittadinanza a chi nasce nel territorio dello stato. Lo ius soli cosiddetto “temperato” proposto nella legge presentata al Senato prevede invece che un bambino nato in Italia diventi italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Se poi il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene da nessun paese dell’Unione Europea, deve rispettare altre tre condizioni: deve avere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; deve disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge; deve superare un test di conoscenza della lingua italiana.
Oltre lo ius soli il testo presentato al senato prevede un altro modo ottenere la cittadinanza ed è il cosiddetto ius culturae, un modo che passa attraverso il sistema scolastico italiano. Potranno ottenere la cittadinanza italiana sia i minori stranieri nati in Italia che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni, sia i ragazzi nati all’estero che arrivano in Italia fra i 12 e i 18 anni solo dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico.
Questi sono gli argomenti delle discussioni (e dei litigi) parlamentari. Ognuno di noi è libero di fare le proprie valutazioni. L’importante è essere informati di cosa stiamo parlando.

 

Ciemme

 

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