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Ferragosto a Milano tra residenti e turisti

Da parecchi anni ormai, mutuando un costume proprio delle città del centro-nord Europa, Milano a Ferragosto è sempre più popolata. Di turisti e di residenti. Fenomeno comune, d’altronde, anche alle altre città italiane. E’ nel capoluogo lombardo che Cescat-Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia ha effettuato un monitoraggio delle saracinesche alzate sabato 12 agosto nelle vie dell’asse commerciale Corso Buenos Aires-San Babila- Quadrilatero-corso Vittorio Emanuele-Duomo-Galleria-Cordusio-Dante e in un quartiere simbolo della periferia, Lorenteggio. Con una percentuale di oltre l’85% di negozi e locali pubblici in attività – dai bar alle farmacie, librerie, profumerie, boutiques, minimarket, eccetera – Buenos Aires, il più grande “centro commerciale all’aperto” d’Italia, si conferma il più attivo della metropoli anche a Ferragosto. Stessa analisi per il Quadrilatero – Montenapoleone, Spiga, Bagutta, Gesù, Santo Spirito – con le saracinesche alzate di tutti i grandi marchi. Singolare, al contrario, il caso di un albergo di via Santo Spirito chiuso per ferie. La periferia del Lorenteggio, Bande Nere, Frattini , invece, conta parecchie saracinesche abbassate, circa l’80%. Ma in attività sono bar, gelaterie, minimarket, lavanderie, riparatori tv, tintorie, parrucchieri, sufficienti per garantire anche in questi giorni una adeguata ordinarieta’ di vita ai residenti. Forse si poteva fare di meglio con i mezzi pubblici: attese mediamente di 5-10 minuti per il Metro e di 10-15 minuti per tram e autobus non sembrano adatti a una grande città sempre attiva, anche a Ferragosto. Quante persone sono rimaste a Milano e nelle altre principali città italiane in questi giorni? Cescat le ha previste basandosi sui dati raccolti ogni anno dal 1996 nello stesso periodo e sul relativo trend che, ad eccezione di eventi di particolare entità, non fa registrare brusche variazioni. Nel resto del mese le presenze registrano valori nettamente superiori.

Milano 700.000/750.000

Torino 540.000/560.000

Genova* 385.000/400.000

Conurbazione VR-VI-PD 325.000/370.000

Bologna 215.000/225.000

Firenze 220.000/235.000

Roma* 1.790.000/1.850.000

Napoli* 875.000/900.000

Bari* 210.000/225.000

Palermo* 500.000/525.000

Nelle città segnate con asterisco, marittime o prossime al mare, si registra un forte pendolarismo giornaliero: per cui, ad esempio, ad una Roma deserta durante la giornata si contrapporrà una città più popolata alla sera. Il fenomeno si registra anche nelle altre città, ma in misura minore. Al numero dei residenti va aggiunto quello dei turisti, soprattutto stranieri, in costante aumento. L’Italia nel 2017 registra il record di presenza in città dagli anni ’60, inizio delle vacanze di massa. L’esodo si concentrava nel mese di agosto per la chiusura contemporanea delle grandi fabbriche. Nel corso dei decenni si è assistito – e la tendenza continua – a una diluizione delle vacanze in altri mesi (il periodo interessato va da metà giugno a metà settembre), così come avviene, e in misura più accentuata, nei Paesi economicamente più avanzati. Quindi, diluizione delle vacanze estive nel tempo, frazionamento delle stesse (diversi periodi “brevi” rispetto alle ferie “lunghe”), con il vantaggio di servizi migliori e costi più contenuti: anche se quest’anno certe voci del “costo vacanze” – hotel, trasporti ecc. – hanno fatto registrare impennate, temperate però dalla diffusione di servizi quali airbnb, locazioni turistiche brevi ecc. Così il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici commenta: « Il volto ferragostano di Milano e’ lo specchio del grande cambiamento che la citta’ ha fatto in questi ultimi anni, e del new deal da vera capitale.»

 

 

 

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